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Chiara Ferragni, influencer della maison di alta pelletteria Lancel

July 18, 2019 Leave a comment

Chiara Ferragni_Lancel

CHIARA FERRAGNI E LANCEL PER LA PRIMA VOLTA INSIEME

Pochi mesi dopo l’inaugurazione dello showroom a Milano, nella centralissima piazza San Babila, la storica maison francese Lancel prepara il lancio delle nuove collezioni in Italia in grande stile: Chiara Ferragni, nominata da ForbesFashion influencer numero 1 al mondo’’, ha scelto di indossare una borsa Lancel durante il suo ultimo viaggio a Tokyo dov’è stata la scorsa settimana per un impegno di lavoro.

La borsa Ninon, modello di punta di Lancel, in un estivissimo color giallo limone, appare in una foto postata lo scorso 12 luglio da Chiara Ferragni e in diverse altre storie in cui l’imprenditrice racconta alcuni momenti liberi.

Lancel è una maison di alta pelletteria fondata a Parigi nel 1876, un’icona dello stile francese amata dalle dive e dalle donne comuni, da quando Angèle e Alphonse Lancel aprirono in Passage des Petites-Écuries quello che oggi chiameremmo un concept store di assoluta tendenza. L’atmosfera frizzante della Belle Époque parigina ne decretò l’immediato successo presso una clientela cosmopolita e affluente. L’essenza del brand era già definita: la qualità della lavorazione della pelle, l’attenzione al dettaglio, la chiarezza delle linee strutturate, il perfetto equilibrio tra utile e futile, tra funzionale e frivolo.

Nel 1929 Lancel aprì la boutique in Place de l’Opéra che negli anni diventò una vera e propria istituzione per i parigini attraendo le stelle dello spettacolo degli Anni Trenta.

Negli Anni Settanta fu Salvador Dalí ad innamorarsi di Lancel e, come regalo speciale per Gala, sua moglie e musa, fece realizzare una borsa Lancel sulla quale aveva fatto serigrafare il Daligramma, l’alfabeto segreto d’amore con il quale il pittore surrealista spagnolo comunicava con la sua amata.

Lancel è tuttora al numero 8 di Place de l’Opéra e anche le stelle di oggi amano e indossano le sue borse delle quali apprezzano la creatività assolutamente originale che deriva dal dialogo costante tra la più raffinata artigianalità e il meraviglioso mondo di un archivio con oltre 140 anni di storia.

Lancel Ninon

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Chiara Ferragni, pleased to collaborate with Ladurée Paris

September 23, 2016 Leave a comment

“Ladurée really was love at first sight! From the very first time, I fell in love with their macarons. I couldn’t be more proud when the idea of a special macaron and box came about to celebrate the re-launch of TheBlondeSalad.com. What could be a better recipe than mixing fashion and food?”
– CHIARA FERRAGNI 

CHIARA FERRAGNI creates a special macaron box decorated with her signature wink.

Chiara Ferragni, fashion blogger famosa o prodotto mediatico…

April 16, 2012 1 comment

Chi é secondo voi Chiara Ferragni? Pensate che una qualunque fashion blogger che si rispetti possa aver fomentato tutta questa assurda celebrità virtuale? Non credo che esistano tante ragazze impazzite che, avendo possibilità di mostrare un corpo in antagonismo con i tempi, una mente brillante e sbarazzina e una costanza nel voler dare adito alle continue frequentazioni, possano indirizzare se stesse verso bagliori di notorietà così eclatanti… Non credo inoltre che l’80% delle fashion bloggerds possano permettersi uno stile di vita al di sopra delle righe… Chiara Ferragni é chiaramente un prodotto celebrativo tutto italiano creato a tavolino per dare spazio a nuove forme di visibilità e quella della rete attualmente é un canale estremamente importante per farsi conoscere. Esempi: Paris Hilton, Tamara Ecclestone, la stessa Elisabetta Canalis… e potrei andara avanti a lungo…

Chiara Ferragni é una grande invenzione mediatica e tutta questa banale divulgazione bloggettara é soltanto un modo sistematico per alimentarne la celebrità… quindi più se ne parla e più elevati saranni i cachets di ingaggio per la sua immagine… Lei indubbiamente fa buon viso e cattivo gioco… chi di voi non ne approfitterebbe? Quindi amatela per l’effetto boomerang che si é creata intorno al suo volto e al suo nome… oppure odiatela per il denaro che lei guadagna e voi no! Tutto qui!

Marius Creati

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Chiara Ferragni, che nessuno la chiami blogger…

Oggi molte bacheche di Facebook hanno riportato un articolo pubblicato su Affari e Finanza in cui viene denunciato – senza fare il nome, ma ogni riferimento è puramente voluto – il fatto che Chiara Ferragni, la fashion blogger per eccellenza, ideatrice di The Blonde Salad, abbia snobbato un evento di Stefanel in quanto non le sarebbe stato offerto un cachet all’altezza della sua reputazione. Non solo: nell’articolo si diceva anche che la blogger avrebbe anche detto che d’ora in in avanti prenderà parte solo a eventi ideati da aziende del mondo del lusso. In seguito all’articolo, sono stati pubblicati molti post che stigmatizzavano il comportamento della” bionda insalata”, altri, invece, trovavano giusto che la blogger raggiunta la sua posizione, si facesse e si faccia pagare per pubblicizzare prodotti e brand. Chiara Ferragni è un personaggio che divide il pubblico. E’ indubbiamente molto seguita con il suo blog e ricercata dalle aziende, ma è altrettanto odiata da altri utenti – di recente ho proposto a un sito un pezzo sulla madre della Ferragni che ha da poco pubblicato un libro e mi è stato detto che la Ferragni è argomento tabù per quel giornale poiché suscita reazioni molto violente, ovvero insulti, da parte dei lettori -.
Personalmente il sito di Chiara Ferragni non mi piace. Lo trovo ripetitivo – nello stesso modo in cui il marketing stesso e la comunicazione sono ripetitivi, poiché è così che si fissa un messaggio per quanto vuoto possa essere -; noioso – è evidente che il fatto che la protagonista sia sempre la stessa faccia sì che ci si stanchi o si coltivi una passione feticista nei riguardi della suddetta. Io appartengo alla prima categoria di persone -; non sono in target anagrafico con il blog e preferisco, ad esempio, quello di Garance Doré – del resto sfido qualsiasi quarantenne sana di mente a trascorrere più di 3 minuti su Theblondesalade quotidianamente. Se appartenete alla categoria, vi meritata di andare da Crepet -. Ma tutto questo non conta. E’ un’opinione personale. Di fatto la Ferragni è un fenomeno e attaccarla nel modo in cui ha fatto il giornalista è poco carino e propositivo: qual è la tesi? Che le fashion blogger non si debbano fare pagare per fare pubblicità? E perché di grazia? E’ una prerogativa esclusiva dei giornali fare pubblicità? E poi se le aziende contattano la Ferragni per far sì che poi lei si faccia fotografare e pubblichi “slice of life” sul suo blog, dando visibilità ai marchi e ai prodotti perché quest’ultima non dovrebbe avere un tornaconto? E’ forse giornalista? No, per cui non ha doveri deontologici forti come un professionista della carta stampata – a proposito, quanti giornalisti si fanno fotografare a eventi di moda indossando borse, abiti o accessori dei marchi stessi? Non sarà pubblicità tradizionale, ma in gergo si chiamano, comunque, “marchette” -. Sta semmai a chi la segue capire quando scrive di cose che le piacciono veramente e quando invece fa “marchette”. Del resto il sito della Ferragni è seguito da una concessionaria pubblicitaria che fa raccolta ne più ne meno come un giornale per cui non si capisce perché non possa ottimizzare il suo lavoro. Semmai è giusto – ammesso che sia vero – dare ragione alla stessa Ferragni che non vuole più essere chiamata blogger. Se per blogger, infatti, si intende una persona che esprime opinioni libere o critiche sul mondo della moda, allora la Ferragni non appartiene alla categoria. La “blonde salad” è una modella e testimonial che usa il blog come mezzo per comunicarsi e comunicare. Anche se in piccolo ricorda molto Kate Moss: una testimonial che a differenza di tutti gli altri – che devono incarnare i valori dei prodotti e marchi reclamizzati, facendo così attenzione a non sovrapporre marchi simili tra di loro – può passare con nonchalance da Top Shop a Mango, che può essere la protagonista del profumo di Yves Saint Laurent e poi crearne uno proprio senza problemi e rimanendo ugualmente credibile. Via una maschera avanti l’altra. La differenza è che Kate Moss non viene criticata per questo. La sua immagine rovinata dalla polvere bianca è stata riabilitata dopo un rehab, più di facciata che di contenuto – nel senso che l’interesse primario era non perdere i numerosi sponsor che all’epoca dello scandalo Cocaine Kate, la modella aveva -.
E alla Ferragni non si perdona un no a un’azienda?

Fonte: Vivianamusumeciblog’s

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