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Intervista di Viviana Musumeci a Nino Cerruti

October 22, 2012 Leave a comment

Non capita tutti i giorni di poter parlare con una leggenda vivente della moda italiana. Un uomo che, se esistesse l’Oscar alla carriera nel mondo fashion, se lo meriterebbe a pieno titolo. Un personaggio che ha attraversato più di 60 anni di storia della moda, lasciando tracce importanti ancora visibili, vivendone tutti gli aspetti, anche quelli meno glamour, con la curiosità , l’eleganza, la preparazione e lo charme che oggi difficilmente si trovano in altri personaggi idolatrati dal popolo della moda. Nino Cerruti ha compiuto da poco 82 anni, ma questo non gli impedisce di entrare in azienda alle 9 del mattino per uscire alle 18. La passione per il suo lavoro, negli anni, non è venuta meno, e l’energia certo non gli fa difetto.

V.M.: Da giovane lei avrebbe voluto fare il giornalista e invece i casi della vita l’hanno trasformata in imprenditore. Cosa ricorda di quel periodo?

N.C.: A dire il vero non ho avuto tempo per avere dubbi. Vengo da una generazione a cui non passava minimamente per la testa di fare qualcosa che fosse diverso dall’attività del proprio padre e provenendo da una famiglia di imprenditori tessili ho sempre saputo che avrei lavorato lì, tuttavia mi ero fatto l’idea che avrei potuto anche fare il giornalista, pur svolgendo il mio lavoro. La realtà però è stata un’altra. Io ho sempre frequentato l’azienda fin da piccolo e quando ci sono entrato mi sono concentrato sul mantenimento della continuità con il lavoro di famiglia. Dopo qualche anno, però, ho incominciato a tracciare la mia strada. Infatti ha ampliato la sua attività passando dal tessile alla moda vera e propria… Che è un’altra dimensione. Mi sono lanciato in un’attività più dinamica, imprevedibile che soddisfaceva la mia curiosità. Un mestiere dove non ci si annoia mai e dove devi sempre misurarti con l’inventare cose nuove.

V.M.: Lei ha da poco compiuto 82 anni, eppure trascorre ancora molto tempo in azienda. Com’è la sua giornata tipo?

N.C.: A dire il vero è un po’ abitudinaria. Il mio lavoro inizia alle 9 e termina alle 18. Ogni tanto sono assente, ma poi recupero. Sono abituato così. Se un lavoro vuoi farlo bene, devi dedicarvi del tempo.

V.M.: Cosa significa passare dalla creatività insita nella realizzazione di un tessuto, a quella invece necessaria per realizzare un abito?

N.C.: E’ come se fossi passato da un lavoro a due dimensioni a uno a tre. Come un bambino che è abituato a giocare sul tappeto del proprio salotto e inizia a giocare su un campo vero di calcio.

V.M.: Esiste una caratteristica, anche semplicemente per un occhio esperto, che rende i tessuti del Lanificio F.lli Cerruti riconoscibile e diverso dagli altri?

N.C.: Sì, e come dice lei, lo possono notare solo occhi esperti. Ha a che fare con la tecnologia: a parità di peso, noi usiamo fili più fini per inserirne un numero maggiore con prestazioni diverse. “Esasperiamo” il tessuto un po’ come si farebbe con una macchina da corsa. E’ per dare una prestazione più “spinta”. I nostri tessuti sono più luminosi e questo dipende dalla tecnica di finitura e dal tipo di lane che usiamo. Se parlo di filanca, tutti più o meno, sanno che cosa sia. Ma lei non può avere idea di quanto una filanca possa avere un’espressione “allegra” o essere invece molto triste.

V.M.: Lei ha lavorato molto con grandi registi e vestito star di Hollywood sia sul set sia nella vita di tutti i giorni. Mi racconta qualche aneddoto?

N.C.: La mia implicazione con il mondo del cinema nasce da una vera passione per i film. Considero il cinema uno strumento incredibile. Ho approcciato i film non tanto per fare pubblicità ai miei vestiti ma per completare i personaggi che mi venivano proposti. Ho sempre lavorato in quel senso e ho cercato di fare film (ndr 200) di qualità. Con gli attori ho sempre tentato di instaurare un rapporto di amicizia. Ho lavorato più volte con Michael Douglas. Con Jack Nicholson mi sono divertito tantissimo perché è imprevedibile. Mi sono arrabbiato molto recentemente con Clint Eastwood, invece,  per il modo in cui ha supportato Mitt Romney.

V.M.: Suo figlio Julien sta proseguendo la tradizione di famiglia e lavora con lei?

N.C.: Mio figlio ha dovuto cambiare rotta perché si è formato come creativo. Si è dovuto riaffinare e tornare alle origini. Io ho sempre fatto il mio mestiere nella moda dando molta importanza al materiale tessile, oggi ci siamo riconcentrati e cerchiamo di dare un po’ di glamour anche ai tessuti.

V.M.: Molti pensano che la giacca resa famosa da Don Johnson in Miami Vice sia di Giorgio Armani, invece è sua. Che cosa pensa di aver trasferito a “Re Giorgio”?

N.C.: Sì, quella giacca è mia e ne ho fatte molte. La giacca destrutturata che ha reso celebre agli inizi Armani, abbiamo iniziato a farla insieme;  poi lui ha continuato per la sua strada creando le proprie collezioni. Per Miami Vice all’epoca ho lavorato affiancando Milena Cannonero. Per quanto riguarda Armani, abbiamo studiato molto l’importanza del tessuto. Credo che tra gli stilisti contemporanei sia quello che in assoluto li conosca meglio. Ha lavorato a fondo sulle giacche. Prima l’eleganza dell’uomo era concepita in versione british, poi è diventata sinonimo di “italianità”, cioé elegante ma confortevole e per nulla rigida.

V.M.: Nel 1958 lei ha lanciato il color Ottanio che circa un paio di anni fa è ritornato di gran moda. Che effetto le fa?

N.C.: Con un certo orgoglio posso dire che ho visto tornare di moda negli anni molte cose che ho creato io. Ad esempio, ho visto l’ultima sfilata di Saint Laurent: se dà un’occhiata alla mia prima sfilata moda donna del 1967, potrà notare che già all’epoca avevo mandato in passerella donne con giacchini stretti e cappelli a falda larga. La collezione di Saint Laurent la ricorda molto.

V.M.: Che cosa pensa del fenomeno delle blogger?

N.C.: Sono delle piccole celebrità. So che esistono, ma  non le seguo.  E’ un fenomeno di glamourizzazione a cui abbiamo già assistito anche con gli attori e i divi. E’ un’esasperazione delle personalità tipico di questa società. L’importante è avere la propria personalità e comunicarla in maniera coerente.

Intervista di Viviana Musumeci

Fonte: VM-Mag

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Angelica Bianco in dialogue with Marius Creati

September 29, 2012 Leave a comment

Angelica White, a new emerging figure in the entrepreneurial world of the luxury food, lover of made in Italy and yesteryear combinations, blends art, romance and emblematic tradition realising the alchemical perception of a classical view handed down from the past. Creator of exquisite perfection, becomes spokeswoman of lofty quality in cuisine with her exclusive extra virgin olive oil Xoro Xolio, overstepping the patterns of practice to give intense emotions, vacillating between the reality of a very high quality product and the illusion a dream realized in the paradigmatic combination of the food gold.Gold, as symbology and vivifying logical approach of the opulence, hoards the idea of ​​antonomastic being of the magnificence without neglecting the protection of health.
Angelica Bianco, a self-confident woman, resourceful and determined in the choices, immune to the plasticity of the tough life of the business, at the same time linked to the values ​​of affections and family, turned her passion into an business art of great effect sure she want to express the apotheosis of taste some impressive the apotheosis of taste as a solemn exaltation of beauty.

Exclusive interview by Marius Creati

M.C.: Who is Angelica Bianco? How do you compare with the world of food production?

A.B.: Angelica Bianco is a manager woman with a passion for art, tradition and cuisine. She loves Made in Italy and she fallen in love with Italy. The approach to the food world comes from the awareness to know who she is and where she comes from. The ancient family roots trace back to great landowners producers of wines and oils. These family roots, the creativity of an engineer father and the intelligence of mother Francesca make Angelica nowadays. The key role is performed by her husband, who has always believed in the project, supporting her with love.

M.C.: How does the idea of producing high-grade primary goods born?

A.B.: I wanted to restore dignity to a core product of our Mediterranean diet. Xoro Xolio extra virgin olive oil was born from excellent organoleptic qualities and it is produced by olives belonging to the quality Gentile of Chieti. This olive oil has low acidity (0.2) and high content of polyphenols.

M.C.: How does the achievement of a high-range product relate with the real quality of a good essential?

A.B.: The highest quality of olive oil is given by a number of factors and methods based on tradition and that include higher costs. This product is recognized in the world for its  organoleptic goodness, so I wanted to give it a sexy “dress” and jewelry.

M.C.: How do you see the use of food gold and food silver in cuisine? Are these ingredients to illuminate the tables of all over the world?

A.B.: Today food gold was rediscovered and history teaches us for what purposes it was wisely used. I love art, medicine, chemistry (because I studied pharmacy) and traditions. You will find all these things in my products. Surely it is an ingredient that will light up all the tables in the world because it gives fun and luxury. Thanks to its re-mineralizing  power it is used in aesthetics.

M.C.: Does highly exclusive luxury food product realisation imply a special creative verve?

A.B.: The extra virgin olive oil is the gold of the earth. I like risking in this period of  economic crisis. Xoro Xolio has a valuable and  small packaging (0.2 L) that is important to re-evaluate the concept of roots and to appreciate what the earth offers us.

M.C.: Symbology or deductive logic, which is the meaning of X? How did you get your logotype?

A.B.: Symbology and logic come together in this luxury food product. The bottle  reproduces  the sinuosity of a woman; X means extra virgin, is set in Swarovski crystals and is a genetic symbol of femininity.

M.C.: Can oil and gold live finally together? Can this unusual union result indissoluble?

A.B.: The gold-oil mixture has bewitched important customers worldwide and is a winning combination.

M.C.: Oil understood as gold of the table… what are the benefits of your oil on the body?

A.B.: There are many epidemiological studies that demonstrate the efficacy of the Mediterranean diet in the prevention of cardiovascular disease, cancer and aging brain. The balanced combination of various foods with high nutritional value in the context of the Mediterranean diet (fruits, vegetables, fish, wine and olive oil),  is the only nutritional choice for the protection of our health. Recent studies have demonstrated that extra virgin olive oil is the main source of fat in the Mediterranean diet. Olive oil is the ideal fat because it is composed of monounsaturated fatty acids (oleic acid) and polyphenols (hydroxytyrosol, tyrosol, oleuropein, lignans, tocopherols).
The components also depend on the cultivar, the climatic conditions, growing area, methods of extraction and conservation. These components characterize the healthy and organoleptic aspect of the extra virgin olive oil. That’s why I decided to create a product, Xoro Xolio, with excellent organoleptic qualities (low acidity and high content of polyphenols 0.2) and gold 23 kt.

M.C.: Is there a purely romantic side of Xoro Xolio? Is it possible to perceive a sentimental vein beyond of its culinary reality? Is it possible to make out a personal ideal touch?

A.B.: Xoro Xolio gives an emotion thanks to its precious bottle, the golden rain which reminds of Christmas Atmosphere and thanks to its candlestick which is the  symbol of courtship, love and peace.

M.C.: Is there something of poetic in you that shines through the alchemic poetry hidden in the bottle? Are you able to feel it?

A.B.: I am a dreamer and I defend weak people. I suffered in the past and learned to fight all the difficulties only through these feelings. Life is a poem and you have to live with philosophy.

M.C.: Is Xoro Xolio the result of a creation that perfectly combines fantasy and alchemy?

A.B.: Alchemy is a culture of ancient formation. The Hermetic alchemy, also called metallurgical, showed the way to change people’s energies, turning the base metal into gold. Reality and fantasy fuse together as history and modernity, East and West.

M.C.: Desire, philosophy, poetry and Swarovski… all this magic, does it make you feel vaguely alchemist of the moment? Or what else?

A.B.: I am a little alchemist, dreamer, romantic and above all must always go beyond what is given by the appearance.

M.C.: Kalòs kài agathòs… What is beautiful must it necessarily be good and vice versa? How does the classical concept has influenced the ethics and aesthetics of fulfilment? Is “Fine and good” an ideal that belongs to you par excellence?

A.B.: My classical culture taught me that the Greek hero had to be beautiful and good … Xoro Xolio faithfully embodies this concept reaching the apotheosis.

M.C.: Afterworld food or worldly pomp? How can the use of special food products in the past affect the use in the present?

A.B.: Xoro, Xolio is a luxury product and it can give emotions. For this reason I decided to embrace all targets creating the Basic line and the long-awaited Diamond’s. I can assure that each line is able to surprise our customers.

M.C.: Is it possible turn mentally back in time to restore ancient flavours trampled by mere habit?

A.B.: It is important  to go back just for tradition and love for the land…  but in Xoro Xolio there is tradition brought today.

M.C.: The olive tree, a gift of the gods to men, and the gold, an element that brings men near to the gods… do you have ever associated such a union with the sacred? Is Xoro Xolio a valuable food that can foresee a correspondence with the divine? Do you think anyone will ever make it votive food?

A.B.: Gold has always been considered a votive food and is still considered as such in India and in some parts of Saudi Arabia, but I would like to clarify that what approaches us to God is not a food but our faith.

M.C.: Would you rather that your precious oil is considered more delicious food or collectible object?

A.B.: Both, gourmet’s delight delicious oil that when finished leaves the souvenir of a numbered and unique collectible object. Annually the collection will be totally refreshed to create news and feelings always different and positive.

M.C.: How do you see the future of this new speciality?

A.B.: We can not predict the future. Mine is a challenge to the crisis and a search for happiness that reproposes love for the beautiful things and the taste for the Made in Italy.

M.C.: Is it possible that years later it will become an exclusive good of ample consumption?

A.B.: Everything  is possible but I will keep on working for collections.

M.C.: It will ever be possible, also, it becomes a good essential for global use?

A.B.: The extra virgin olive oil with high quality is already a product of primary importance at the global level and I hope that the standards will always be better so we can also preserve our health…t he most valuable asset.
 

Intervista di Viviana Musumeci a Benn Northover

September 18, 2012 Leave a comment

Benn Northover è un artista a 360°: attore, regista, fotografo, art performer, Benn non pone limiti alle Muse che lo ispirano continuamente. Di recente è apparso nel lungometraggio di esordio di Federico Brugia, “Tutti i rumori del mare”, nel ruolo di un criminale innamorato di una donna  fredda che lo fa soffrire per amore. Ha preso parte a film internazionali di diverso genere – il suo curriculum include anche  Harry Potter e i Borgia – e attualmente sta lavorando a una mostra con l’amico regista Jonas Mekas che sarà presentata il prossimo inverno a Londra alla Galleria Serpentine.

V.M.: Sei uno spirito nomade sempre in movimento. Dove ti trovi in questo momento e cosa stai facendo?

B.N.: In questo momento sono seduto nel mio caffé preferito di Parigi: il Complot. E sorseggio un caffé doppio espresso. Scherzi a parte: sono arrivato da pochi giorni da New York dove sono stato per incontrare il mio amico Jonas Mekas. E poi qualche settimana fa, sono stato in Italia alla prémière di “Tutti i rumori del mare”.

V.M.: Come hai conosciuto il regista del film Federico Brugia? Cosa mi racconti del set e del tuo personaggio?

B.N.: Ho conosciuto Federico circa cinque anni fa. Abbiamo lavorato insieme a uno spot pubblicitario. L’esperienza è stata positiva. Cinque anni dopo mi ha contattato per sapere se avevo voglia di far parte del cast del suo primo film. Il suo modo di girare è  assolutamente straordinario.Ha un occhio attento ai dettagli. Il ruolo che recito è quello di Thomas, un criminale businessman che lavora nel traffico di giovani donne portandole dall’Ungheria all’Italia per avviarle alla prostituzione. Mi è piaciuto esplorare il suo lato oscuro ed è stato divertente interpretare il ruolo del cattivo.

V.M.: Hai mai lavorato nel mondo della moda?

B.N.: Quando avevo 20 mi è capitato di fare il modello per guadagnare qualche soldo. Ho partecipato a campagne per Miu Miu, Paul Smith, Costume National. A dire il vero, però, il lavoro di modello non mi ha mai entusiasmato troppo, anche se mi ha dato la possibilità di viaggiare molto e di guadagnare in modo da finanziare le mie ambizioni.

V.M.: Quali sono i tuoi prossimi progetti?

B.N.: Ho appena finito di girare un road movie diretto da Agnès b, ma non posso aggiungere altro. Poi a fine settembre inizierò a girare un film in Russia.

V.M.: Chi sono i tuoi stilisti preferiti e che cos’è per te la moda?

B.N.: Mi piace molto la moda, ma più da un punto di vista creativo. Per me deve essere personale. Provo molta stima per persone come Agnès b, Johan Lindemberg, Martin Margiela e Hedi Slimane perché  apportano al lavoro che fanno sia un’identità sia molto carattere. Prima di tutto sono artisti. Qualche mese fa, inoltre, ho preso parte a un evento a Los Angeles con Sofia Coppola per il lancio della linea di Marni per H&M. Sono anche un grande fan del lavoro svolto da Wanny Di Filippo per il Bisonte.

(Intervista di Viviana Musumeci)

Fonte: VM-Mag

Michele Miglionico a colloquio con Marius Creati

September 12, 2012 Leave a comment

Michele Miglionico é un giovane designer di alta moda che da alcuni anni sta solcando le passerelle di molti eventi importanti e serate di grande impatto visivo per il mondo dello stile italiano con uno sguardo intenso verso la couture internazionale. Legato sin dall’inizio alla tradizione vive l’ispirazione per il gusto e la bellezza per eccellenza, spinto da una grande passione per la moda e uno spirito di ricerca inconfondibile, senza tralasciare l’opportunità di voler reinventare i canoni di una creazione sempre più viva e contemporanea laddove eleganza, raffinatezza e lusso rappresentino l’identikit inviolabile della sua personalità creativa.

Intervista a cura di Marius Creati

M.C.: Come é nata la tua passione per la moda? La presenza di una familiarità nella sartoria può definirsi un veicolo motore o una semplice circostanza?

M.M.: Fin da ragazzino era viva in me l‘ossessione per le cose belle e per le donne ben vestite. Ho sempre avuto la necessità della ricerca della bellezza. Penso di aver sempre desiderato di fare questo lavoro e sicuramente l’amore per questo mestiere mi è stato  trasmesso da mio padre Mario, un eccellente sarto per uomo.

M.C.: Esistono caratteristiche basilari per potersi definire oggi ‘fashion designer’? L’immagine di uno stilista necessita di evidenti qualità peculiari?

M.M.: Oggi un giovane, per definirsi “fashion designer” dovrebbe racchiudere in se tutte le figure professionali della moda. Oltre ad avere talento (dote necessaria) deve conoscere le tecniche sartoriali, la modellistica ed infine essere anche un bravo business manager di se stesso.

M.C.: Come definiresti l’arte della moda? E come definiresti l’arte della couture?

M.M.: L’Alta Moda rimane ancora il grande laboratorio dove si sperimentano tutte le idee. Grazie alle mani esperte di premier e di sarte che nasce da un idea disegnata una collezione. E’ un rito magico. Ed è con  la sfilata  che tutta la fatica, la passione e soprattutto tutta l’emozione di questo mestiere meraviglioso  si percepisce tutto…

M.C.: Quale interesse particolare scaturisce nel rappresentare una nuova creazione di alta moda?

M.M.: Solleticare discretamente le esigenze delle clienti che acquistano l’Alta Moda.

M.C.: C’é sempre una grande musa ispiratrice che ispira la tua creatività?

M.M.: Credo che più che avere una musa ispiratrice oggi sia importante avere un immaginario lifestyle. Evidenziarlo crea il sogno!

M.C.: In che modo trai l’impulso primordiale per dare inizio ad un nuovo percorso creativo?

M.M.: Tutto ciò che faccio è mosso sempre dalla passione. Nasce da un impulso culturale, emozionale, che parte da tutto ciò che mi circonda. Spesso è casuale; può essere un film, una mostra, un libro, una foto… L’ ispirazione è cogliere l’attimo…

M.C.: Solcare le passerelle di molteplici manifestazioni rimarchevoli sprona ad essere più forti e vincenti? Ansia e tensione appartengono alle prime esperienze del passato oppure fanno capolino puntualmente ad ogni evento?

M.M.: E’ sempre stimolante partecipare ad eventi che sono al di fuori dei contenitori ufficiali della moda. Vengo a contatto con altre realtà che stimolano in me una sorta di antagonismo sano che crea sempre uno scambio di informazioni ed emozioni. La passerella  però rimane sempre per me una grande prova ed ogni volta è come fosse la prima volta… mi emoziono ancora tanto. 

M.C.: Essere uno stilista di moda ti fa sentire più artista o designer? Può coesistere una correlazione speciale  tra le due professioni?

M.M.: Io mi sento più un designer. La parola artista nella moda la associo sempre a Maestri che hanno fatto grande il fashion system. 

M.C.: Esiste un modello ideale che persegui costantemente? In che modo la tua visione stilistica si confronta con il passato? E come definisci l’identità del tuo stile?

M.M.: Ho sempre ricercato sin dall’inizio della mia carriera il mio senso di eleganza. Una ricerca di un linguaggio sofisticato e mai ostentato. Una sorta di coincidenza di etica e di estetica. Sono sempre stato percepito come un designer classico: cerco sempre di “reinventare” con le collezioni che creo cercando di rimanere  fedele e coerente ai miei canoni estetici. Infatti si può essere innovativi guardando in modo personale alla tradizione. Il mio rapporto tra passato e futuro, tra tradizione ed innovazione è molto sottile.

M.C.: Come distingui l’antagonismo che si cela tra i vari nomi del mondo della moda? Secondo te, questa forma di contrasto é davvero contestualizzata nel settore?

M.M.: L’antagonismo è come il pepe sulla coda del sistema moda. Senza di esso non ci sarebbe stimolo. Il fashion system è purtroppo un mondo di troppe critiche e di altrettante lusinghe.

M.C.: Come percepisci la virtù della bellezza in simbiosi con lo stile ricercato della couture?

M.M.: L’Alta Moda deve riuscire a raccontare un emozione. Ha il compito di evidenziare la bellezza delle donne con la sua lussuosa  e raffinata semplicità.

M.C.: E’ indispensabile che una donna si senta libera di indossare il suo desiderio anche se non perfettamente consono al suo aspetto? L’esteriorità é una prerogativa del benessere interiore o frutto di un esibizionismo congenito?

M.M.: La donna contemporanea non vive più l’ossessione del total look per dimostrare a se stessa ed agli altri di appartenere ad un ceto sociale. Ora è profondamente libera di scegliere tutto ciò che le permetta di evidenziare il suo io interiore e penso che questo generi in essa un senso di benessere. L’esibizionismo appartiene solo alle fashion victims… 

M.C.: Esiste una via d’accesso preferenziale per l’eleganza? Quanto può risultarne importante il culto?

M.M.: L’eleganza  è una cosa intima, personale.  Una dote rara che  nasce con te.

Renato Curzi a colloquio con Viviana Musumeci

September 7, 2012 Leave a comment

Le dolci colline marchigiane hanno dato vita a molte aziende specializzate nelle calzature che hanno fatto scuola e che tutt’oggi, anche con la crisi, continuano a produrre e vendere grazie al carattere forte e determinato dei marchigiani e agli imprenditori che solitamente sono poco attenti ai fronzoli, e molto concentrati sui loro prodotti. Linea Marche, è il calzaturificio fondato nel 1972 a Piticchio di Arcevia in provincia di Ancona, che ha dato vita ai tre marchi Vic Matié, Vic e O.X.S. Oggi le collezioni di questi brand sono distribuite nel mondo attraverso gli showroom di Milano, Roma, Parigi Dusseldorf, New York e Shanghai, ma i punti vendita altamente qualificati dove i prodotti di Linea Marche sono venduti, sono distribuiti tra Italia, Europa, Russia, Medio ed Estremo Oriente, USA, Canada e Cina.

Viviana Musumeci ha intervistato il fondatore e attuale presidente Renato Curzi

V.M.: Siamo nella seconda metà dell’anno. E’ già possibile fare un bilancio sull’andamento del 2012?

R.C.: E’ dal 2007 che non cambiamo rotta, anche se a un certo punto abbiamo pensato di operare un riposizionamento e per questo abbiamo, se mi è consentito il termine, “ripulito” i nostri retailers. Il 2012 lo chiuderemo, all’incirca, con gli stessi risultati conseguiti nel 2011. Non cresceremo, ma perlomeno, abbiamo terminato la pulizia riportando la barra stazionaria sul nostro cammino di qualità. Il fatturato ammonterà sui 34 milioni di euro. Premesso che per me, oggi, il mercato Italiano lo inserisco alla voce mercato Europeo, posso dire che siamo partiti alla conquista di Russia, Cina, Corea del Sud, area indonesiana, Medio Oriente. Da circa due anni poi, abbiamo iniziato a internazionalizzare anche negli Stati Uniti. Grazie a questo processo, con il calo di vendite che ha caratterizzato il mercato italiano, abbiamo recuperato quote su e grazie ad altri mercati.

V.M.: Quali sono le strategie che adotterete per i vostri tre marchi (Vic Matié, Vic, OXS)?

R.C.: La comunicazione è importante, ma la collezione lo è di più. La pagina della collezione si presenta bianca in ogni stagione. E’ una pagina bianca che deve essere riempita bene. La comunicazione è fondamentale e si muove attraverso due canali: i magazine nazionali e internazionali e il web.

V.M.: Come si rispecchia sul vostro operato il clima di incertezza che stiamo respirando ultimamente?

R.C.: Io credo nel design, nella qualità, nei prodotti italiani. I nuovi ricchi cinesi o russi vogliono il cibo italiano, il marchio italiano, le borse italiane. Gli accessoristi devono fare cose belle, ma con prezzi più veri. Per noi questa è la vera chance. Finché si parla di Europa si arriva dappertutto, abbiamo una cultura simile, gli Usa sono gia un mercato lontano. La Cina è un’opportunità ma non è ne leggera ne facile. Là non ci si va da soli. Anche là ci sono le persone giuste e bisogna trovarle. In Cina abbiamo tre monomarca O.X.S e vogliamo farne altri 10 entro il 2013, Più altri 50 shop in shop. Sempre in Cina, entro la fine dell’anno chiuderemo una o due partnership. Siamo anche concentrati sull’est europa perché rappresenta il 15% del fatturato. Comunque vorrei dirle una cosa: quella che stiamo vivendo non è una crisi, ma un cambiamento. Per il made in italy non ci sono altre chance: design, qualità, emozioni. Alla fine saranno quelli che si relazionano con verità. Lavoro in questa nicchia da quarant’anni. Se non me lo potrò permettere mi ridimensionerò.

V.M.: La sua è un’azienda familiare, visto che anche sua moglie e le sue figlie vi lavorano. Cosa vorrebbe che facessero le sue figlie? Le ha  cresciute a “pane e suole”?

R.C.: Io credo che per un’azienda delle nostre dimensioni la famiglia sia un valore enorme. L’anima dell’azienda è legata. Ho due figlie, una è art director l’altra ha appena terminato gli studi. Mia moglie si occupa di pr. Io, le mie figlie, in realtà, non le ho volute portare in azienda, sono loro che sono venute. Non volevo rovinarle. L’età media oggi è di 34 anni e mi dà energia positiva. I miei occhi vedono per il mio vissuto, gli occhi delle mie figlie vedono in maniera diversa. Dobbiamo cambiare pensare che gli atteggiamenti sono cambiati. La seconda delle due mie figlie, forse realizzerà una linea di abbigliamento. Vedremo.

Intervista di Viviana Musumeci a Ivan Pericolini

Veitha è il nome di una delle principali divinità etrusche. Per questo motivo, per sottolineare una forte appartenenza territoriale, Ivan Pericolini ha deciso di utilizzare questo nome per dare vita al marchio di abbigliamento di lusso made in Umbria di cui è amministratore delegato. Ma la tradizione va di pari passo con la tecnologia, e grazie alla collaborazione con il partner Evofashion, società che gestisce lo shop on-line, il marchio è già online e questo è uno dei suoi atout, ma non il solo.

Viviana Musumeci ha intervistato Ivan Pericolini.

V.M.: Come è nato il progetto Veitha?

I.P.: Il nostro brand nasce nel cuore dell’Umbria come progetto caratterizzato dalla voglia di coniugare una lunga tradizione di manifattura del cashmere e di fibre nobilissime per la produzione di capi abbigliamento per i quali si possa parlare di eccellenza assoluta. Tutto è partito da una mia idea, poiché ho maturato un’esperienza ventennale nel campo del retail della moda. Alla fine di questa lunga attività, si è fatta strada la voglia di dar vita a qualcosa di nuovo che mettesse insieme elementi provenienti dal passato (questa lunga esperienza e conoscenza del settore della moda di alta gamma) con la forte capacità manifatturiera locale e una grossa apertura al mondo del web. Dopo aver coinvolto nell’iniziativa un mio amico di lunga data proveniente da una famiglia che da trenta anni lavora in ambito manifatturiero con il cashmere, il passo da questa idea all’approccio glocale dichiarato fin dall’inizio (veitha.com è glocal italian luxury) come valore fondante dell’intero progetto è stato piuttosto breve.

V.M.: Perché la scelta di vendere esclusivamente online?

I.P.: Il credo fondamentale è l’agire in modo glocale. A differenza di altri luxury brand, Veitha intende utilizzare il web come unico ed esclusivo canale di vendita perché in questo modo si riesce a portare direttamente al cliente l’eccellenza di cui Veitha vuole essere testimone. Il passaggio dal produttore al consumatore è immediato perché reso possibile dal web. L’intera filiera produttiva viene ridimensionata, determinando un significativo abbassamento dei prezzi di vendita. La rete di distribuzione, che comporta generalmente grossi investimenti, viene sostituita da un sito E-commerce ben strutturato e in questo modo il cliente paga essenzialmente la qualità che gli viene offerta. La vendita esclusivamente on-line risponde a questa ferma volontà di offrire un prodotto di altissima qualità ed estremamente ricercato nell’eccellenza della manifattura e delle materie prime facendo in modo che il prezzo non risenta di altri fattori tipicamente presenti nella distribuzione tradizionale. Il cliente va su http://www.veitha.com, sceglie il prodotto e lo riceve rapidamente a casa. Nessuna sovrastruttura, il massimo della semplicità.

V.M.: Quali sono le previsioni di crescita per quest’anno e per il prossimo?

I.P.: Per quanto riguarda numeri e previsioni del giro d’affari generato dal sito, è doveroso rimanere con i piedi per terra. Il progetto è partito da poco, ma i primi dati sono estremamente incoraggianti. La previsione di fatturato per i prossimi mesi si basa sulla convinzione di raggiungere una adeguata stabilità di vendita dopo i primi 6 mesi. Successivamente la previsione è di attestarsi su un fatturato medio pari a 45.000-50.000 euro mensili. Per il 2013 l’obiettivo è la vendita di circa venticinque capi al giorno pari ad un fatturato di circa 120.000/150.000 euro mensili. Inoltre, nei prossimi 12 mesi tutto il team di Veitha sarà concentrato sullo sviluppo dei mercati internazionali: primo step l’Europa con Germania, Uk e nord Europa, per poi approdare, alla fine del primo anno, negli Stati Uniti e nei mercati asiatici.

V.M.: Di quanto sarà abbattuto il prezzo di vendita dei prodotti sfruttando il canale ecommerce?

I.P.: Il prezzo medio dei prodotti 100% cashmere oscilla parte dai 300 euro. I prodotti paragonabili per qualità complessiva a quelli Veitha si posizionano nella fascia più alta, fino a 600 euro. Nel caso di Veitha, attualmente il prezzo medio è inferiore a 200 euro. Per gli accessori, le pashmine presenti sul sito hanno un costo di 250 euro contro un prezzo medio del mercato tradizionale di 350 euro. Nel caso delle polo in cotone sea-island, altra fibra pregiatissima che viene utilizzata nei prodotti Veitha, è già difficile trovare prodotti integralmente realizzati con questa variante di cotone. Quando si trovano, siamo sui 400 euro. Anche in questo caso, i prodotti Veitha non superano i 200 euro.

V.M.: Ci sono novità che potete anticipare?

I.P.: Le prossime novità saranno legate al lancio della collezione Autunno/Inverno. Manterremo il focus produttivo sulla lavorazione del cashmere, nostra originale passione. Continueremo a conservare un approccio fortemente legate a linee essenziali, offrendo ai nostri clienti una più ampia scelta di prodotti sempre di altissima qualità e ricercatezza. Oltre a questi, vorremmo proporre alcuni accessori che permettano di ampliare quella che potremmo definire l’esperienza del cashmere, con prodotti più particolari (in tal senso sono allo studio borse ma anche essenze per la casa).

Fonte: VM-Mag

Angelica Bianco a colloquio con Marius Creati

July 18, 2012 1 comment

Angelica Bianco, una nuova figura emergente nel mondo dell’imprenditoria del luxury food, amante del made in Italy e degli accostamenti d’antan, mescola arte, romanticismo e tradizione emblematica realizzando la percezione alchemica di una visione classica tramandata dal passato. Artefice di una squisita perfezione artistica, diviene portavoce della qualità eccelsa in cucina con il suo olio extravergine d’oliva esclusivo Xoro Xolio, varcando gli schemi della consuetudine per regalare emozioni intense, vacillanti tra la realtà di un prodotto di altissima qualità e l’illusione di un sogno realizzabile nel connubio paradigmatico dell’oro alimentare. L’oro, come simbologia e logico accostamento vivificante dell’opulenza, tesaurizza l’idea del benessere antonomastico della magnificenza senza tralasciare la salvaguardia della salute.

Angelica Bianco, una donna sicura di sé, intraprendente e determinata nelle scelte, immune alla plasticità della vita coriacea del business, allo stesso tempo legata ai valori degli affetti e della famiglia, trasforma la sua passione in arte imprenditoriale di grande effetto certa di voler manifestare l’apoteosi del gusto quale solenne esaltazione della bellezza.

Intervista a cura di Marius Creati

M.C.: Chi è Angelica Bianco? In quale maniera ti confronti con il mondo della produzione alimentare?

A.B.: Angelica Bianco è una donna manager con la passione per l’arte, per la tradizione e per la cucina. E’ amante del Made in Italy ed innamorata dell’Italia. L’accostamento al mondo alimentare nasce dalla consapevolezza di sapere chi è e da dove viene. Le antiche radici familiari riconducono tutte a grandi proprietari terrieri produttori di vini e oli che mescolate alla creatività di un padre ingegnere a all’intelligenza di mamma Francesca fanno di Angelica ciò che è oggi. Ruolo chiave è svolto da suo marito il quale ha creduto sin da subito nel progetto sostenendola con amore.

M.C.: Come nasce l’idea di produrre un bene primario di alta qualità?

A.B.: Ho voluto restituire dignità ad un prodotto cardine della nostra dieta Mediterranea: ripartendo dalla terra tesorizzando quel che di più prezioso può esserci. Nasce Xoro Xolio, olio extravergine di oliva dalle eccellenti qualità organolettiche estratto da oliva della qualità Gentile di Chieti e vanta la peculiarità di possedere un’ acidità bassissima 0,2 ed elevato contenuto di polifenoli che unito alle pepite d’oro sfociano in Elisir di giovinezza.

M.C.: L’idea di realizzare un prodotto di alta fascia in che modo si relaziona con la qualità intrinseca di un bene di prima necessità?

A.B.: L’altissima qualità è data da una serie di fattori e metodi basati sulla tradizione e che ovviamente prevedono dei costi superiori. L’intuizione di regalare ad un prodotto riconosciuto a livello Mondiale per le sue bontà organolettiche un “vestito” sensuale e dei gioielli mi è sembrata doverosa.

M.C.: Come vedi l’impiego dell’oro e dell’argento alimentare in cucina? Codesti sono ingredienti per illuminare le tavole di tutto il mondo?

A.B.: L’oro alimentare oggi è stato solo riscoperto nel senso che la Storia ci insegna quanto e per quali scopi fosse già stato sapientemente utilizzato. Sono amante dell’arte, della medicina e della chimica  dati i miei studi in Farmacia, e delle tradizioni tutte cose che troverete nei miei prodotti. Sicuramente è un ingrediente che illuminerà tutte le tavole del mondo perché da quel tocco di allegria, lusso e con il suo potere rimineralizzante oggi trova ampio utilizzo anche nell’estetica.

M.C.: Realizzare un prodotto di luxury food altamente esclusivo implica una verve creativa particolare?

A.B.: L’olio extravergine di oliva è l’oro della terra. Direi di possedere una verve tendente al rischio e contro ogni economia contrariamente al periodo che stiamo vivendo. Solo packaging piccolo 0,2 L e preziosissimo per Xoro Xolio, ma assolutamente dovuta per rivalutare il concetto delle radici e di apprezzare ciò che la terra ci offre se le sappiamo dare amore. Un rischio quasi dovuto non credi?

M.C.: Simbologia o logica deduttiva, quale significato assume la X? Come sei giunta al tuo logotipo?

A.B.: Simbologia e logica si fondono in questo prodotto di luxury food ad iniziare dalla bottiglia che riproduce la sinuosità di una donna  fino alla X incastonata in cristalli Swarovski che sta per extravergine  ma anche per simbolo genetico di femminilità, senza dimenticare il gusto per i gioielli che le donne hanno.

M.C.: Olio e oro possono convivere finalmente insieme? Un connubio così insolito può risultare indissolubile?

A.B.: La miscela olio oro ha stregato clienti importanti in tutto il mondo ed è un connubio vincente.

M.C.: Olio inteso come oro della tavola… quali sono gli effetti benefici del tuo olio sull’organismo?

A.B.: Sono innumerevoli gli studi epidemiologici che evidenziano l’efficacia della dieta Mediterranea nella prevenzione delle malattie cardiovascolari, dei tumori e dell’invecchiamento cerebrale. La combinazione equilibrata di vari alimenti ad elevato valore nutrizionale nell’ambito della dieta mediterranea (frutta, verdura, pesce, legumi, vino ed olio), consente di affermare che rappresenta l’unica scelta nutrizionale possibile per la tutela della nostra salute. Negli ultimi anni si sono sviluppati settori di ricerca volti a studiare i singoli alimenti, e l’olio extravergine di oliva che rappresenta la principale fonte di grassi della dieta mediterranea è il grasso ideale in virtù della sua composizione in acidi grassi monoinsaturi (acido oleico) e di microcomponenti presenti nella frazione insaponificabile In particolare i polifenoli (idrossitirosolo, tirosolo, oleuropeina, lignani, tocoferoli).
I componenti dipendono anche dalle cultivar, dalle condizioni pedo-climatiche, dall’area di coltivazione, dai metodi di estrazione e conservazione e sono quelli che caratterizzano un olio extravergine di oliva sia dal punto di vista salutistico che da un punto di vista organolettico e merceologico. Ed è per questo che ho deciso di creare un prodotto,  Xoro Xolio, dalle eccellenti qualità organolettiche tra cui bassissima acidità 0,2 ed elevato contenuto di polifenoli che nobilitato dall’aggiunta dell’oro 23 kt con indiscusse proprietà benefiche sfocia in un Elisir di Lunga vita. Le cultivar  sono situate in un punto da dove si possono ammirare il mare e la montagna… tra la pace e fiori odorosi… un luogo fantastico.

M.C.: Esiste un lato puramente romantico di Xoro Xolio? E’ possibile scorgere una vena sentimentale al di là della sua realtà culinaria? E’ possibile scorgere una sfumatura ideale personale?

A.B.: Certamente, è un prodotto ideato per chi vuole sognare. Creando Xoro Xolio ho voluto regalare un’ emozione che inizia con la vista della bottiglia preziosa, semplicemente unica, continua con la pioggia d’oro che ricorda le romantiche atmosfere natalizie, e termina con il candelabro simbolo del corteggiamento, dell’amore e della pace.

M.C.: C’é in te un non so che di poetico che traspare dalla poesia alchemica celata nella bottiglia? Tu riesci a scorgerla?

A.B.: Si è vero ho un animo romantico sono una sognatrice e difendo le persone più deboli . Nella mia vita la sofferenza mi ha temprata e solo grazie a tali sentimenti ho  saputo combattere  le difficoltà. La vita è una poesia e bisogna viverla con filosofia.

M.C.: Xoro Xolio è frutto di una creazione che sposa perfettamente fantasia e alchimia?

A.B.: L’alchimia è una cultura di antichissima formazione. L’alchimia ermetica anche detta metallurgica mostrava la via per trasformare le proprie energie, mutando del vile metallo in oro. Realtà e fantasia si fondono come anche storia e modernità, Oriente e Occidente.

M.C.: Desiderio, filosofia, poesia e Swarovski… tutta questa magia ti fa sentire vagamente alchimista del momento? O cos’altro?

A.B.: Un po’ alchimista, un po’ sognatrice, romantica e soprattutto bisogna andare sempre oltre ciò che è dato dall’apparenza.

M.C.: Kalòs kài agathòs… Ciò che è bello deve necessariamente essere buono e viceversa? Quanto il concetto classico ha influenzato l’etica e l’estetica di realizzazione? “Bello e buono” è un ideale che ti appartiene per antonomasia?

A.B.: La mia cultura classica mi ha insegnato che l’eroe Greco doveva essere bello e buono … Xoro Xolio incarna fedelmente questo concetto raggiungendo l’apoteosi.

M.C.: Alimento ultraterreno o sfarzo mondano? Quanto l’impiego nel passato di prodotti alimentari speciali può condizionarne l’uso nel presente?

A.B.: Xoro Xolio è un prodotto di lusso che va visto nel giusto senso e vissuto nella sua pienezza capace di dare emozioni e per questo ho deciso di abbracciare tutti i target creando la linea Basic  e la tanto attesa Diamond’s. Posso assicurare  che ogni linea è capace di sorprendere i nostri clienti.

M.C.: E’ possibile tornare mentalmente indietro nel tempo per ripristinare antichi sapori calpestati dalla mera consuetudine?

A.B.: Occorre tornare indietro solo per la tradizione e l’amore per la terra … ma in Xoro Xolio vi è la tradizione  riportata ai giorni nostri.

M.C.: L’ulivo, dono delle divinità agli uomini, e l’oro, elemento che avvicina gli uomini agli dei… hai ma associato tale connubio con il sacro? Xoro Xolio è un alimento pregiato che può presentire una corrispondenza con il divino? Pensi che qualcuno possa mai farne cibo votivo?

A.B.: L’oro da sempre è stato considerato un cibo votivo ed è tutt’ora considerato come tale in India, in alcune zone dell’Arabia Saudita ma vorrei precisare che ciò che avvicina noi a Dio non è un cibo ma la nostra fede.

M.C.: Preferisci che il tuo olio prezioso sia considerato più alimento prelibato oppure oggetto da collezionare?

A.B.: Entrambi, olio prelibato delizia di gourmet che una volta terminato lascia il ricordo dell’oggetto da collezione numerato ed unico. La collezione annualmente si rinnoverà totalmente per dare vita a novità e sentimenti sempre diversi e sempre positivi.

M.C.: Come vedi il futuro di questa nuova specialità?

A.B.: Non si può predire il futuro la mia è una sfida alla crisi e una ricerca alla felicità che ripropone l’amore per le cose belle e il gusto per il Made in Italy.

M.C.: E’ possibile che a distanza di anni esso diventi un bene esclusivo di ampio consumo?

A.B.: Tutto è possibile ma io continuerò a lavorare per collezioni.

M.C.: Sarà mai possibile, altresì, che diventi un prodotto di prima necessità di uso globale?

A.B.: L’olio extravergine di oliva  di alta qualità è già un prodotto di primaria importanza a livello globale e mi auguro che gli standard qualitativi saranno sempre migliori in modo da poter anche preservare al meglio la nostra salute… il bene più prezioso.