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Michele Miglionico a colloquio con Marius Creati

September 12, 2012 Leave a comment

Michele Miglionico é un giovane designer di alta moda che da alcuni anni sta solcando le passerelle di molti eventi importanti e serate di grande impatto visivo per il mondo dello stile italiano con uno sguardo intenso verso la couture internazionale. Legato sin dall’inizio alla tradizione vive l’ispirazione per il gusto e la bellezza per eccellenza, spinto da una grande passione per la moda e uno spirito di ricerca inconfondibile, senza tralasciare l’opportunità di voler reinventare i canoni di una creazione sempre più viva e contemporanea laddove eleganza, raffinatezza e lusso rappresentino l’identikit inviolabile della sua personalità creativa.

Intervista a cura di Marius Creati

M.C.: Come é nata la tua passione per la moda? La presenza di una familiarità nella sartoria può definirsi un veicolo motore o una semplice circostanza?

M.M.: Fin da ragazzino era viva in me l‘ossessione per le cose belle e per le donne ben vestite. Ho sempre avuto la necessità della ricerca della bellezza. Penso di aver sempre desiderato di fare questo lavoro e sicuramente l’amore per questo mestiere mi è stato  trasmesso da mio padre Mario, un eccellente sarto per uomo.

M.C.: Esistono caratteristiche basilari per potersi definire oggi ‘fashion designer’? L’immagine di uno stilista necessita di evidenti qualità peculiari?

M.M.: Oggi un giovane, per definirsi “fashion designer” dovrebbe racchiudere in se tutte le figure professionali della moda. Oltre ad avere talento (dote necessaria) deve conoscere le tecniche sartoriali, la modellistica ed infine essere anche un bravo business manager di se stesso.

M.C.: Come definiresti l’arte della moda? E come definiresti l’arte della couture?

M.M.: L’Alta Moda rimane ancora il grande laboratorio dove si sperimentano tutte le idee. Grazie alle mani esperte di premier e di sarte che nasce da un idea disegnata una collezione. E’ un rito magico. Ed è con  la sfilata  che tutta la fatica, la passione e soprattutto tutta l’emozione di questo mestiere meraviglioso  si percepisce tutto…

M.C.: Quale interesse particolare scaturisce nel rappresentare una nuova creazione di alta moda?

M.M.: Solleticare discretamente le esigenze delle clienti che acquistano l’Alta Moda.

M.C.: C’é sempre una grande musa ispiratrice che ispira la tua creatività?

M.M.: Credo che più che avere una musa ispiratrice oggi sia importante avere un immaginario lifestyle. Evidenziarlo crea il sogno!

M.C.: In che modo trai l’impulso primordiale per dare inizio ad un nuovo percorso creativo?

M.M.: Tutto ciò che faccio è mosso sempre dalla passione. Nasce da un impulso culturale, emozionale, che parte da tutto ciò che mi circonda. Spesso è casuale; può essere un film, una mostra, un libro, una foto… L’ ispirazione è cogliere l’attimo…

M.C.: Solcare le passerelle di molteplici manifestazioni rimarchevoli sprona ad essere più forti e vincenti? Ansia e tensione appartengono alle prime esperienze del passato oppure fanno capolino puntualmente ad ogni evento?

M.M.: E’ sempre stimolante partecipare ad eventi che sono al di fuori dei contenitori ufficiali della moda. Vengo a contatto con altre realtà che stimolano in me una sorta di antagonismo sano che crea sempre uno scambio di informazioni ed emozioni. La passerella  però rimane sempre per me una grande prova ed ogni volta è come fosse la prima volta… mi emoziono ancora tanto. 

M.C.: Essere uno stilista di moda ti fa sentire più artista o designer? Può coesistere una correlazione speciale  tra le due professioni?

M.M.: Io mi sento più un designer. La parola artista nella moda la associo sempre a Maestri che hanno fatto grande il fashion system. 

M.C.: Esiste un modello ideale che persegui costantemente? In che modo la tua visione stilistica si confronta con il passato? E come definisci l’identità del tuo stile?

M.M.: Ho sempre ricercato sin dall’inizio della mia carriera il mio senso di eleganza. Una ricerca di un linguaggio sofisticato e mai ostentato. Una sorta di coincidenza di etica e di estetica. Sono sempre stato percepito come un designer classico: cerco sempre di “reinventare” con le collezioni che creo cercando di rimanere  fedele e coerente ai miei canoni estetici. Infatti si può essere innovativi guardando in modo personale alla tradizione. Il mio rapporto tra passato e futuro, tra tradizione ed innovazione è molto sottile.

M.C.: Come distingui l’antagonismo che si cela tra i vari nomi del mondo della moda? Secondo te, questa forma di contrasto é davvero contestualizzata nel settore?

M.M.: L’antagonismo è come il pepe sulla coda del sistema moda. Senza di esso non ci sarebbe stimolo. Il fashion system è purtroppo un mondo di troppe critiche e di altrettante lusinghe.

M.C.: Come percepisci la virtù della bellezza in simbiosi con lo stile ricercato della couture?

M.M.: L’Alta Moda deve riuscire a raccontare un emozione. Ha il compito di evidenziare la bellezza delle donne con la sua lussuosa  e raffinata semplicità.

M.C.: E’ indispensabile che una donna si senta libera di indossare il suo desiderio anche se non perfettamente consono al suo aspetto? L’esteriorità é una prerogativa del benessere interiore o frutto di un esibizionismo congenito?

M.M.: La donna contemporanea non vive più l’ossessione del total look per dimostrare a se stessa ed agli altri di appartenere ad un ceto sociale. Ora è profondamente libera di scegliere tutto ciò che le permetta di evidenziare il suo io interiore e penso che questo generi in essa un senso di benessere. L’esibizionismo appartiene solo alle fashion victims… 

M.C.: Esiste una via d’accesso preferenziale per l’eleganza? Quanto può risultarne importante il culto?

M.M.: L’eleganza  è una cosa intima, personale.  Una dote rara che  nasce con te.

Renato Curzi a colloquio con Viviana Musumeci

September 7, 2012 Leave a comment

Le dolci colline marchigiane hanno dato vita a molte aziende specializzate nelle calzature che hanno fatto scuola e che tutt’oggi, anche con la crisi, continuano a produrre e vendere grazie al carattere forte e determinato dei marchigiani e agli imprenditori che solitamente sono poco attenti ai fronzoli, e molto concentrati sui loro prodotti. Linea Marche, è il calzaturificio fondato nel 1972 a Piticchio di Arcevia in provincia di Ancona, che ha dato vita ai tre marchi Vic Matié, Vic e O.X.S. Oggi le collezioni di questi brand sono distribuite nel mondo attraverso gli showroom di Milano, Roma, Parigi Dusseldorf, New York e Shanghai, ma i punti vendita altamente qualificati dove i prodotti di Linea Marche sono venduti, sono distribuiti tra Italia, Europa, Russia, Medio ed Estremo Oriente, USA, Canada e Cina.

Viviana Musumeci ha intervistato il fondatore e attuale presidente Renato Curzi

V.M.: Siamo nella seconda metà dell’anno. E’ già possibile fare un bilancio sull’andamento del 2012?

R.C.: E’ dal 2007 che non cambiamo rotta, anche se a un certo punto abbiamo pensato di operare un riposizionamento e per questo abbiamo, se mi è consentito il termine, “ripulito” i nostri retailers. Il 2012 lo chiuderemo, all’incirca, con gli stessi risultati conseguiti nel 2011. Non cresceremo, ma perlomeno, abbiamo terminato la pulizia riportando la barra stazionaria sul nostro cammino di qualità. Il fatturato ammonterà sui 34 milioni di euro. Premesso che per me, oggi, il mercato Italiano lo inserisco alla voce mercato Europeo, posso dire che siamo partiti alla conquista di Russia, Cina, Corea del Sud, area indonesiana, Medio Oriente. Da circa due anni poi, abbiamo iniziato a internazionalizzare anche negli Stati Uniti. Grazie a questo processo, con il calo di vendite che ha caratterizzato il mercato italiano, abbiamo recuperato quote su e grazie ad altri mercati.

V.M.: Quali sono le strategie che adotterete per i vostri tre marchi (Vic Matié, Vic, OXS)?

R.C.: La comunicazione è importante, ma la collezione lo è di più. La pagina della collezione si presenta bianca in ogni stagione. E’ una pagina bianca che deve essere riempita bene. La comunicazione è fondamentale e si muove attraverso due canali: i magazine nazionali e internazionali e il web.

V.M.: Come si rispecchia sul vostro operato il clima di incertezza che stiamo respirando ultimamente?

R.C.: Io credo nel design, nella qualità, nei prodotti italiani. I nuovi ricchi cinesi o russi vogliono il cibo italiano, il marchio italiano, le borse italiane. Gli accessoristi devono fare cose belle, ma con prezzi più veri. Per noi questa è la vera chance. Finché si parla di Europa si arriva dappertutto, abbiamo una cultura simile, gli Usa sono gia un mercato lontano. La Cina è un’opportunità ma non è ne leggera ne facile. Là non ci si va da soli. Anche là ci sono le persone giuste e bisogna trovarle. In Cina abbiamo tre monomarca O.X.S e vogliamo farne altri 10 entro il 2013, Più altri 50 shop in shop. Sempre in Cina, entro la fine dell’anno chiuderemo una o due partnership. Siamo anche concentrati sull’est europa perché rappresenta il 15% del fatturato. Comunque vorrei dirle una cosa: quella che stiamo vivendo non è una crisi, ma un cambiamento. Per il made in italy non ci sono altre chance: design, qualità, emozioni. Alla fine saranno quelli che si relazionano con verità. Lavoro in questa nicchia da quarant’anni. Se non me lo potrò permettere mi ridimensionerò.

V.M.: La sua è un’azienda familiare, visto che anche sua moglie e le sue figlie vi lavorano. Cosa vorrebbe che facessero le sue figlie? Le ha  cresciute a “pane e suole”?

R.C.: Io credo che per un’azienda delle nostre dimensioni la famiglia sia un valore enorme. L’anima dell’azienda è legata. Ho due figlie, una è art director l’altra ha appena terminato gli studi. Mia moglie si occupa di pr. Io, le mie figlie, in realtà, non le ho volute portare in azienda, sono loro che sono venute. Non volevo rovinarle. L’età media oggi è di 34 anni e mi dà energia positiva. I miei occhi vedono per il mio vissuto, gli occhi delle mie figlie vedono in maniera diversa. Dobbiamo cambiare pensare che gli atteggiamenti sono cambiati. La seconda delle due mie figlie, forse realizzerà una linea di abbigliamento. Vedremo.

Intervista di Viviana Musumeci a Ivan Pericolini

Veitha è il nome di una delle principali divinità etrusche. Per questo motivo, per sottolineare una forte appartenenza territoriale, Ivan Pericolini ha deciso di utilizzare questo nome per dare vita al marchio di abbigliamento di lusso made in Umbria di cui è amministratore delegato. Ma la tradizione va di pari passo con la tecnologia, e grazie alla collaborazione con il partner Evofashion, società che gestisce lo shop on-line, il marchio è già online e questo è uno dei suoi atout, ma non il solo.

Viviana Musumeci ha intervistato Ivan Pericolini.

V.M.: Come è nato il progetto Veitha?

I.P.: Il nostro brand nasce nel cuore dell’Umbria come progetto caratterizzato dalla voglia di coniugare una lunga tradizione di manifattura del cashmere e di fibre nobilissime per la produzione di capi abbigliamento per i quali si possa parlare di eccellenza assoluta. Tutto è partito da una mia idea, poiché ho maturato un’esperienza ventennale nel campo del retail della moda. Alla fine di questa lunga attività, si è fatta strada la voglia di dar vita a qualcosa di nuovo che mettesse insieme elementi provenienti dal passato (questa lunga esperienza e conoscenza del settore della moda di alta gamma) con la forte capacità manifatturiera locale e una grossa apertura al mondo del web. Dopo aver coinvolto nell’iniziativa un mio amico di lunga data proveniente da una famiglia che da trenta anni lavora in ambito manifatturiero con il cashmere, il passo da questa idea all’approccio glocale dichiarato fin dall’inizio (veitha.com è glocal italian luxury) come valore fondante dell’intero progetto è stato piuttosto breve.

V.M.: Perché la scelta di vendere esclusivamente online?

I.P.: Il credo fondamentale è l’agire in modo glocale. A differenza di altri luxury brand, Veitha intende utilizzare il web come unico ed esclusivo canale di vendita perché in questo modo si riesce a portare direttamente al cliente l’eccellenza di cui Veitha vuole essere testimone. Il passaggio dal produttore al consumatore è immediato perché reso possibile dal web. L’intera filiera produttiva viene ridimensionata, determinando un significativo abbassamento dei prezzi di vendita. La rete di distribuzione, che comporta generalmente grossi investimenti, viene sostituita da un sito E-commerce ben strutturato e in questo modo il cliente paga essenzialmente la qualità che gli viene offerta. La vendita esclusivamente on-line risponde a questa ferma volontà di offrire un prodotto di altissima qualità ed estremamente ricercato nell’eccellenza della manifattura e delle materie prime facendo in modo che il prezzo non risenta di altri fattori tipicamente presenti nella distribuzione tradizionale. Il cliente va su http://www.veitha.com, sceglie il prodotto e lo riceve rapidamente a casa. Nessuna sovrastruttura, il massimo della semplicità.

V.M.: Quali sono le previsioni di crescita per quest’anno e per il prossimo?

I.P.: Per quanto riguarda numeri e previsioni del giro d’affari generato dal sito, è doveroso rimanere con i piedi per terra. Il progetto è partito da poco, ma i primi dati sono estremamente incoraggianti. La previsione di fatturato per i prossimi mesi si basa sulla convinzione di raggiungere una adeguata stabilità di vendita dopo i primi 6 mesi. Successivamente la previsione è di attestarsi su un fatturato medio pari a 45.000-50.000 euro mensili. Per il 2013 l’obiettivo è la vendita di circa venticinque capi al giorno pari ad un fatturato di circa 120.000/150.000 euro mensili. Inoltre, nei prossimi 12 mesi tutto il team di Veitha sarà concentrato sullo sviluppo dei mercati internazionali: primo step l’Europa con Germania, Uk e nord Europa, per poi approdare, alla fine del primo anno, negli Stati Uniti e nei mercati asiatici.

V.M.: Di quanto sarà abbattuto il prezzo di vendita dei prodotti sfruttando il canale ecommerce?

I.P.: Il prezzo medio dei prodotti 100% cashmere oscilla parte dai 300 euro. I prodotti paragonabili per qualità complessiva a quelli Veitha si posizionano nella fascia più alta, fino a 600 euro. Nel caso di Veitha, attualmente il prezzo medio è inferiore a 200 euro. Per gli accessori, le pashmine presenti sul sito hanno un costo di 250 euro contro un prezzo medio del mercato tradizionale di 350 euro. Nel caso delle polo in cotone sea-island, altra fibra pregiatissima che viene utilizzata nei prodotti Veitha, è già difficile trovare prodotti integralmente realizzati con questa variante di cotone. Quando si trovano, siamo sui 400 euro. Anche in questo caso, i prodotti Veitha non superano i 200 euro.

V.M.: Ci sono novità che potete anticipare?

I.P.: Le prossime novità saranno legate al lancio della collezione Autunno/Inverno. Manterremo il focus produttivo sulla lavorazione del cashmere, nostra originale passione. Continueremo a conservare un approccio fortemente legate a linee essenziali, offrendo ai nostri clienti una più ampia scelta di prodotti sempre di altissima qualità e ricercatezza. Oltre a questi, vorremmo proporre alcuni accessori che permettano di ampliare quella che potremmo definire l’esperienza del cashmere, con prodotti più particolari (in tal senso sono allo studio borse ma anche essenze per la casa).

Fonte: VM-Mag

Angelica Bianco a colloquio con Marius Creati

July 18, 2012 1 comment

Angelica Bianco, una nuova figura emergente nel mondo dell’imprenditoria del luxury food, amante del made in Italy e degli accostamenti d’antan, mescola arte, romanticismo e tradizione emblematica realizzando la percezione alchemica di una visione classica tramandata dal passato. Artefice di una squisita perfezione artistica, diviene portavoce della qualità eccelsa in cucina con il suo olio extravergine d’oliva esclusivo Xoro Xolio, varcando gli schemi della consuetudine per regalare emozioni intense, vacillanti tra la realtà di un prodotto di altissima qualità e l’illusione di un sogno realizzabile nel connubio paradigmatico dell’oro alimentare. L’oro, come simbologia e logico accostamento vivificante dell’opulenza, tesaurizza l’idea del benessere antonomastico della magnificenza senza tralasciare la salvaguardia della salute.

Angelica Bianco, una donna sicura di sé, intraprendente e determinata nelle scelte, immune alla plasticità della vita coriacea del business, allo stesso tempo legata ai valori degli affetti e della famiglia, trasforma la sua passione in arte imprenditoriale di grande effetto certa di voler manifestare l’apoteosi del gusto quale solenne esaltazione della bellezza.

Intervista a cura di Marius Creati

M.C.: Chi è Angelica Bianco? In quale maniera ti confronti con il mondo della produzione alimentare?

A.B.: Angelica Bianco è una donna manager con la passione per l’arte, per la tradizione e per la cucina. E’ amante del Made in Italy ed innamorata dell’Italia. L’accostamento al mondo alimentare nasce dalla consapevolezza di sapere chi è e da dove viene. Le antiche radici familiari riconducono tutte a grandi proprietari terrieri produttori di vini e oli che mescolate alla creatività di un padre ingegnere a all’intelligenza di mamma Francesca fanno di Angelica ciò che è oggi. Ruolo chiave è svolto da suo marito il quale ha creduto sin da subito nel progetto sostenendola con amore.

M.C.: Come nasce l’idea di produrre un bene primario di alta qualità?

A.B.: Ho voluto restituire dignità ad un prodotto cardine della nostra dieta Mediterranea: ripartendo dalla terra tesorizzando quel che di più prezioso può esserci. Nasce Xoro Xolio, olio extravergine di oliva dalle eccellenti qualità organolettiche estratto da oliva della qualità Gentile di Chieti e vanta la peculiarità di possedere un’ acidità bassissima 0,2 ed elevato contenuto di polifenoli che unito alle pepite d’oro sfociano in Elisir di giovinezza.

M.C.: L’idea di realizzare un prodotto di alta fascia in che modo si relaziona con la qualità intrinseca di un bene di prima necessità?

A.B.: L’altissima qualità è data da una serie di fattori e metodi basati sulla tradizione e che ovviamente prevedono dei costi superiori. L’intuizione di regalare ad un prodotto riconosciuto a livello Mondiale per le sue bontà organolettiche un “vestito” sensuale e dei gioielli mi è sembrata doverosa.

M.C.: Come vedi l’impiego dell’oro e dell’argento alimentare in cucina? Codesti sono ingredienti per illuminare le tavole di tutto il mondo?

A.B.: L’oro alimentare oggi è stato solo riscoperto nel senso che la Storia ci insegna quanto e per quali scopi fosse già stato sapientemente utilizzato. Sono amante dell’arte, della medicina e della chimica  dati i miei studi in Farmacia, e delle tradizioni tutte cose che troverete nei miei prodotti. Sicuramente è un ingrediente che illuminerà tutte le tavole del mondo perché da quel tocco di allegria, lusso e con il suo potere rimineralizzante oggi trova ampio utilizzo anche nell’estetica.

M.C.: Realizzare un prodotto di luxury food altamente esclusivo implica una verve creativa particolare?

A.B.: L’olio extravergine di oliva è l’oro della terra. Direi di possedere una verve tendente al rischio e contro ogni economia contrariamente al periodo che stiamo vivendo. Solo packaging piccolo 0,2 L e preziosissimo per Xoro Xolio, ma assolutamente dovuta per rivalutare il concetto delle radici e di apprezzare ciò che la terra ci offre se le sappiamo dare amore. Un rischio quasi dovuto non credi?

M.C.: Simbologia o logica deduttiva, quale significato assume la X? Come sei giunta al tuo logotipo?

A.B.: Simbologia e logica si fondono in questo prodotto di luxury food ad iniziare dalla bottiglia che riproduce la sinuosità di una donna  fino alla X incastonata in cristalli Swarovski che sta per extravergine  ma anche per simbolo genetico di femminilità, senza dimenticare il gusto per i gioielli che le donne hanno.

M.C.: Olio e oro possono convivere finalmente insieme? Un connubio così insolito può risultare indissolubile?

A.B.: La miscela olio oro ha stregato clienti importanti in tutto il mondo ed è un connubio vincente.

M.C.: Olio inteso come oro della tavola… quali sono gli effetti benefici del tuo olio sull’organismo?

A.B.: Sono innumerevoli gli studi epidemiologici che evidenziano l’efficacia della dieta Mediterranea nella prevenzione delle malattie cardiovascolari, dei tumori e dell’invecchiamento cerebrale. La combinazione equilibrata di vari alimenti ad elevato valore nutrizionale nell’ambito della dieta mediterranea (frutta, verdura, pesce, legumi, vino ed olio), consente di affermare che rappresenta l’unica scelta nutrizionale possibile per la tutela della nostra salute. Negli ultimi anni si sono sviluppati settori di ricerca volti a studiare i singoli alimenti, e l’olio extravergine di oliva che rappresenta la principale fonte di grassi della dieta mediterranea è il grasso ideale in virtù della sua composizione in acidi grassi monoinsaturi (acido oleico) e di microcomponenti presenti nella frazione insaponificabile In particolare i polifenoli (idrossitirosolo, tirosolo, oleuropeina, lignani, tocoferoli).
I componenti dipendono anche dalle cultivar, dalle condizioni pedo-climatiche, dall’area di coltivazione, dai metodi di estrazione e conservazione e sono quelli che caratterizzano un olio extravergine di oliva sia dal punto di vista salutistico che da un punto di vista organolettico e merceologico. Ed è per questo che ho deciso di creare un prodotto,  Xoro Xolio, dalle eccellenti qualità organolettiche tra cui bassissima acidità 0,2 ed elevato contenuto di polifenoli che nobilitato dall’aggiunta dell’oro 23 kt con indiscusse proprietà benefiche sfocia in un Elisir di Lunga vita. Le cultivar  sono situate in un punto da dove si possono ammirare il mare e la montagna… tra la pace e fiori odorosi… un luogo fantastico.

M.C.: Esiste un lato puramente romantico di Xoro Xolio? E’ possibile scorgere una vena sentimentale al di là della sua realtà culinaria? E’ possibile scorgere una sfumatura ideale personale?

A.B.: Certamente, è un prodotto ideato per chi vuole sognare. Creando Xoro Xolio ho voluto regalare un’ emozione che inizia con la vista della bottiglia preziosa, semplicemente unica, continua con la pioggia d’oro che ricorda le romantiche atmosfere natalizie, e termina con il candelabro simbolo del corteggiamento, dell’amore e della pace.

M.C.: C’é in te un non so che di poetico che traspare dalla poesia alchemica celata nella bottiglia? Tu riesci a scorgerla?

A.B.: Si è vero ho un animo romantico sono una sognatrice e difendo le persone più deboli . Nella mia vita la sofferenza mi ha temprata e solo grazie a tali sentimenti ho  saputo combattere  le difficoltà. La vita è una poesia e bisogna viverla con filosofia.

M.C.: Xoro Xolio è frutto di una creazione che sposa perfettamente fantasia e alchimia?

A.B.: L’alchimia è una cultura di antichissima formazione. L’alchimia ermetica anche detta metallurgica mostrava la via per trasformare le proprie energie, mutando del vile metallo in oro. Realtà e fantasia si fondono come anche storia e modernità, Oriente e Occidente.

M.C.: Desiderio, filosofia, poesia e Swarovski… tutta questa magia ti fa sentire vagamente alchimista del momento? O cos’altro?

A.B.: Un po’ alchimista, un po’ sognatrice, romantica e soprattutto bisogna andare sempre oltre ciò che è dato dall’apparenza.

M.C.: Kalòs kài agathòs… Ciò che è bello deve necessariamente essere buono e viceversa? Quanto il concetto classico ha influenzato l’etica e l’estetica di realizzazione? “Bello e buono” è un ideale che ti appartiene per antonomasia?

A.B.: La mia cultura classica mi ha insegnato che l’eroe Greco doveva essere bello e buono … Xoro Xolio incarna fedelmente questo concetto raggiungendo l’apoteosi.

M.C.: Alimento ultraterreno o sfarzo mondano? Quanto l’impiego nel passato di prodotti alimentari speciali può condizionarne l’uso nel presente?

A.B.: Xoro Xolio è un prodotto di lusso che va visto nel giusto senso e vissuto nella sua pienezza capace di dare emozioni e per questo ho deciso di abbracciare tutti i target creando la linea Basic  e la tanto attesa Diamond’s. Posso assicurare  che ogni linea è capace di sorprendere i nostri clienti.

M.C.: E’ possibile tornare mentalmente indietro nel tempo per ripristinare antichi sapori calpestati dalla mera consuetudine?

A.B.: Occorre tornare indietro solo per la tradizione e l’amore per la terra … ma in Xoro Xolio vi è la tradizione  riportata ai giorni nostri.

M.C.: L’ulivo, dono delle divinità agli uomini, e l’oro, elemento che avvicina gli uomini agli dei… hai ma associato tale connubio con il sacro? Xoro Xolio è un alimento pregiato che può presentire una corrispondenza con il divino? Pensi che qualcuno possa mai farne cibo votivo?

A.B.: L’oro da sempre è stato considerato un cibo votivo ed è tutt’ora considerato come tale in India, in alcune zone dell’Arabia Saudita ma vorrei precisare che ciò che avvicina noi a Dio non è un cibo ma la nostra fede.

M.C.: Preferisci che il tuo olio prezioso sia considerato più alimento prelibato oppure oggetto da collezionare?

A.B.: Entrambi, olio prelibato delizia di gourmet che una volta terminato lascia il ricordo dell’oggetto da collezione numerato ed unico. La collezione annualmente si rinnoverà totalmente per dare vita a novità e sentimenti sempre diversi e sempre positivi.

M.C.: Come vedi il futuro di questa nuova specialità?

A.B.: Non si può predire il futuro la mia è una sfida alla crisi e una ricerca alla felicità che ripropone l’amore per le cose belle e il gusto per il Made in Italy.

M.C.: E’ possibile che a distanza di anni esso diventi un bene esclusivo di ampio consumo?

A.B.: Tutto è possibile ma io continuerò a lavorare per collezioni.

M.C.: Sarà mai possibile, altresì, che diventi un prodotto di prima necessità di uso globale?

A.B.: L’olio extravergine di oliva  di alta qualità è già un prodotto di primaria importanza a livello globale e mi auguro che gli standard qualitativi saranno sempre migliori in modo da poter anche preservare al meglio la nostra salute… il bene più prezioso.


Anna Dello Russo, interview as a guardian of fashion

Negli ultimi tempi mi sono chiesta spesso quanto avrebbe impiegato H&M – che ormai, sempre più spesso crea le capsule in tandem con esponenti della moda -ad arruolare la “guardian of fashion” come si definisce lei, Anna Dello Russo. Detto fatto, ecco LEI in un’intervista dove spiega la sua filosofia sulla moda e anticipa alcuni pezzi della collezione, sempre in stile Barocco Leccese Post Moderno.

Fonte: Vivianamusumeciblog’s

Intervista di Chiara Mattarozzi a Paul Jarrod Frank, famoso dermatologo newyorkese di GoodSkin Labs

February 15, 2012 Leave a comment

C.M: Bellezza della pelle: questione genetica o influenza di fattori esterni – smog, alimentazione e stile di vita, esposizione al sole?

P.J.F: Ottima domanda! E’ chiaro che dipende dal tipo di pelle e dalla persona. In generale, sia la questione genetica sia i fattori esterni influiscono indubbiamente: ciò che mangiamo, il sole e tutto ciò che ci circonda influisce assolutamente.

C.M: Cosa possiamo aspettarci realisticamente da una crema anti rughe?

P.J.F: Se l’utilizzo della crema è costante ci si può aspettare un miglioramento della pelle significativo e duraturo. Questa è senza dubbio la chiave del successo. In qualsiasi aspetto della medicina la pazienza e l’utilizzo sono gli strumenti migliori per ottenere risultati. Non esiste la magia!

C.M: Cosa ne pensa delle BB cream (blemish and balm)?

P.J.F: Queste BB cream in America sono poco conosciute e personalmente non tratto questo tipo di prodotti quindi non mi sento di dare un’opinione a riguardo.

C.M: Veniamo all’ultima novità: Equinol. Può essere utilizzata anche d’estate?

P.J.F: Certo, può essere utilizzata assolutamente tutto l’anno.

C.M: Equinol si può utilizzare in gravidanza?

P.J.F: E’ una domanda molto diffusa, dipende dalle legislazioni dei diversi paesi, non sono stati fatti studi specifici negli Stati Uniti. Dal mio punto di vista è un prodotto sicuro, che può essere utilizzato anche dalle donne che allattano. Comunque durante la gravidanza tutto si scurisce nel corpo di una donna.

C.M: Equinol si può usare anche sotto il trucco, in modo che possa fare effetto per tutto il giorno?

P.J.F: La risposta è si, si può pulire la pelle, applicare il prodotto localmente sulla macchia ed inseguito applicare un prodotto idratante, il trucco e così via. Non si può però applicare Equinol dopo aver steso il make up, a quel punto perderebbe la sua efficacia.

C.M: Equinol è raccomandato sia per il giorno sia per la notte?

P.J.F: Si, per avere un’azione più efficace raccomandiamo l’applicazione due volte al giorno.Quando un tempo esistevano solo prodotti chimici da prescrizione ne suggerivo l’utilizzo una o due volte alla settimana perché erano troppo tossici per la pelle. Questo prodotto invece apporta benefici utilizzato tranquillamente due volte al giorno. Io applicherei prima Equinol sulle macchie ed in un secondo momento il filtro solare sul tutto il viso. Quello che è interessante dei principi attivi contenuti in Equinol è che riescono ad avere efficacia anche sull’irritazione che può avere causato l’acne o derivata dall’esposizione al sole e funziona nel ridurre l’irritazione.

Fonte: My Vanity Blog

Intervista di Greta Miliani allo staff di Birik Butik e Gabriel Reinoso

February 4, 2012 Leave a comment

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L’obiettivo di Birik Butik è quello di contraddistinguersi, offrendo alla clientela accessori dal design innovativo, vibrante e al tempo stesso spensierato. I gioielli di BB, infatti, sono pensati per chi ha voglia e coraggio di osare, divertendosi nel farlo.
Quando lo staff mi ha proposto una collaborazione, dopo aver dato un’occhiata alle collezioni, ho accettato con entusiasmo. Ecco quello che ne è venuto fuori.

G.M.:  Qual è la filosofia che sta dietro a Birik Butik e il messaggio che vuole trasmettere?

B.B.: Il nome “Birik Butik” è nato per gioco, da un linguaggio personale. Il termine “Birik” è riferito alla parola “birichino”, usato generalmente per intendere una persona monella. Bisogna essere un po’ “naughty” nella vita, amare il gioco ed osare, non essendo condizionati dall’opinione degli altri. Noi non vogliamo mai essere noiosi, né nella vita, tantomeno al lavoro. Ci piace quello che facciamo e vogliamo trasmetterlo ai nostri clienti. Con l’aumento della velocità della vita quotidiana non si ha più il tempo di dedicare qualche ora in tranquillità allo shopping per negozi. Ecco che grazie ai nuovi supporti di tecnologia si possono fare acquisti con calma, dal divano di casa. La scelta è più ampia, soprattutto se non hai l’ampia offerta che ti possono proporre città cosmopolite come Londra o New York. In più il servizio è sempre disponibile tutti i giorni dell’anno, 24 ore al giorno. La nostra passione per la moda e la tecnologia ci ha permesso di creare Birik Butik, un e-commerce dedicato ai bijoux e agli accessori. Birik Butik è uno store online creato ad hoc per esaltare al massimo la qualità del prodotto e trasmettere al cliente delle ultime tendenze moda del mondo accessori, fornendo un servizio completo, dalla scelta del prodotto, all’acquisto fino alla spedizione a casa. Noi non vendiamo solo il prodotto, ma vogliamo anche fidelizzare il cliente con un servizio impeccabile curando ogni aspetto!

G.M.:  E’ stato Birik Butik a scegliere v per collaborare? Se sì, perché la scelta è ricaduta su di lui? Cosa vi ha colpito di questo designer?

B.B.: Gabriel è una persona con tante influenze culturali e ci piace molto quello che trasmette nei suoi lavori – il suo concetto della vita. Lo troviamo molto interessante.

G.M.:  In che cosa vuole migliorare Birik Butik rispetto al 2011 e quali sono gli obiettivi per il 2012?

B.B.: Guardando al 2012, Birik Butik vuole diventare un punto di riferimento per i creativi del mondo del bijoux contemporaneo e fashion che vogliono farsi conoscere e che vogliono avere una vetrina nel mondo online, presentando le loro collezioni all’interno del nostro sito.

Lo staff di Birik Butik è stato molto disponibile e mi ha permesso di rivolgere anche un paio di domande al designer Gabriel Reinoso in persona, data la mia curiosità di conoscere l’artista attraverso la visione che lui ha di se stesso.

G.M.:  Perché ha scelto di collaborare con Birik Butik? Ci sono motivi particolari?

G.R.: Conosco questi ragazzi da un po’ di anni e appena ho saputo del loro progetto, quello di aprire uno store online di bijoux e accessori, ho subito creato una linea per loro. Credo molto in questo mercato e conoscendo lo staff di Birik Butik, non ho esitato a collaborare. Un’ottima opportunità di far conoscere il mio lavoro in tutta Europa.

G.M.:  Qual è il concept che ha ispirato la sua collezione disegnata per Birik Butik?

G.R.: La collezione che ho creato per BB è stato quello di fondere l’esperienza che ho maturato in questi anni di creatività unita alle mie radici molto ramificate. Ho dato importanza a tre elementi: argento, rame e bronzo. Li ho uniti creando movimento. Il messaggio che voglio trasmettere attraverso i miei gioielli è quello di trovare la perfezione nelle imperfezione delle mie creazioni stesse.

Grazie ancora a Birik Butik e a Gabriel Reinoso per l’opportunità e per la disponibilità.

Intervista redazionale a Anka Cornelia Anghelescu

September 22, 2011 Leave a comment

R.: Ci siamo conosciute a Progetto Backstage che ti ha dato modo di farti conoscere ad un pubblico più ampio, quali sono stati i cambiamenti da allora ad oggi?

A.C.A.: L’esperienza con Backstage ha rappresentato l’inizio, da quel momento ho deciso di creare il mio brand, Wankel Milano, e quindi di lanciarmi in quest’avventura, è stato un momento importante poichè si trattava di andare avanti fino in fondo e questo mi ha portato alla seconda collezione che presento oggi.

R.: Parlami di questa collezione, Kaleido.

A.C.A.: Questa collezione si ispira all’ american movie degli anni 50 e 60 e anche le acconciature con i dischi in vinile vogliono riprendere questo mood. Le stampe sono ciò che caratterizzano il mio stile, le creo io personalmente e danno sempre un’ impatto forte e scenografico al capo, per questo ho voluto utilizzarle con tessuti fluidi e avvolgenti sul corpo. I tessuti, così come la minuteria che utilizzo nei mie capi, provengono interamente da aziende della zona di Como, mentre la produzione avviene a Roma, si tratta quindi di un prodotto interamente made in Italy.

R.: Quali sono invece i nuovi progetti per il tuo brand?

A.C.A.: Ci saranno diverse novità tra poco, intanto l’apertura di un negozio monomarca qui a Milano, proprio per far conoscere ulteriormente il mio marchio che per ora potete trovare nello showroom Studiofinorossi in Via Forcella, che si sta occupando della vendita anche all’estero. E poi c’è il progetto della vendita online non solo sul mio sito, ma anche su altri che per ora non posso svelare!

Fonte: Noisymag

Intervista esclusiva di Carla Liberatore all’ex attrice porno Natasha Kiss in difesa del politico francese Dominique Strauss-Kahn

Il Fatto: Dominique Strauss-Khan è stato arrestato, il 14 maggio scorso, dalla Polizia di News York con l’accusa di aver violentato una cameriera dell’hotel in cui aveva alloggiato fino a poche ore prima. Fermato all’aeroporto dagli agenti, un attimo prima di imbarcarsi per un volo diretto a Parigi è stato individuato a causa di una telefonata da lui fatta Sofitel dopo essersi accorto di avervi probabilmente lasciato il suo prezioso e costoso orologio, in cui la cameriera 32enne originaria della Nuova Guinea, aveva già raccontato i fatti accaduti. Quando alla reception dell’hotel hanno potuto constatare l’esatta ubicazione dell’uomo, non hanno perso un attimo di più ed si sono immediatamente preoccupati di avvisare la Polizia dopo che la presunta vittima della violenza aveva sporto denuncia.

Lei: Natasha Kiss, al secolo Michelle Conti. È una famosa ed ammirata ex attrice porno italiana. Nata a Cairo Montenotte in provincia di Savona il 21 marzo del 1973, sposata con due figli, ha iniziato la sua carriera di attrice hard, si dice, per pura passione del denaro. La prima proposta da lei ricevuta, arrivò da parte di un regista di un club privé, che frequentava regolarmente come cliente insieme a suo marito. Nel 2003 le fu proposta una parte da attrice co-protagonista di un film di genere tradizionale ma rifiutò perché le veniva chiesto di abbandonare i set del cine-hand. È definita la ‘Regina dell’estremo’, predilige i rapporti di gruppo a patto che lei sia l’unica donna. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti e premi nazionali ed internazionali attualmente è lei stessa la sua unica produttrice con l’etichetta NKC che è ormai divenuta una delle più note case di distribuzione di film a carattere pornografico. Asserisce di aver conosciuto Dominique Strauss-Khan, accusato negli Stati Uniti di aver violentato una cameriera nel lussuoso albergo in cui era stato ospite. Natasha difende con forza l’economista e politico francese facendo presente che lui con tutti i suoi soldi può comprarsi le più belle donne che ci sono al mondo e mai avrebbe potuto compiere una simile azione.

Lui: Dominique Strauss-Khan, nato a in Francia a Neuilly-sur-Seine, il 25 aprile 1949. Noto economista e politico, membro del Partito Socialista francese ed ex Direttore del Fondo Monetario Internazionale, dalla quale carica si è dimesso a seguito delle accuse di violenza sessuale mosse contro di lui dalla giustizia statunitense. Figlio di una ricca famiglia ebrea, ha vissuto ad Agadir in Marocco per poi trasferirsi a seguito del terremoto del 1960 a Montecarlo. Nel 1997 è stato Ministro dell’Economia del Governo Jospin e nominato Direttore Generale del Fondo Monetario nel 2007. Arrestato a New York, lo scorso 14 maggio 2011 con l’accusa di violenza sessuale ai danni di una delle cameriere dell’Hotel situato a Time Square. Fino a quel momento veniva dato come uno dei più probabili candidati del Partito Socialista, alle prossime elezioni presidenziali del 2012. Ora le sue speranze e quelle del suo partito si sono interrotte. Il processo a suo carico è attualmente in corso, nel quale si potrà dimostrare la sua innocenza o la sua colpevolezza.

C.L.: Natasha, in quale circostanza vi siete conosciuti con Dominique Strauss-Kahan?

N.K.: Quando mi trovavo a Parigi per girare un film. Ci siamo incontrati in club privé dove ero andata per rilassarmi un po’. Ad un certo punto è arrivato questo personaggio che sembrava un abitué del locale e penso che conoscesse qualcuno del mio gruppo che ci ha presentati.

C.L.: Hai mai consumato rapporti sessuali con lui? E se sì, che tipo di amante ci puoi descrivere?

N.K.: Si, ho avuto rapporti sessuali con lui proprio in quella famosa sera in cui ci conoscemmo. Strauss-Kahn si è accompagnato con noi nel gioco del privé. Come amante è un non violento, almeno dal mio punto di vista. Non è affatto una persona violenta anzi è stato un amante dolce e premuroso

C.L.: Perché secondo te, Strauss-Kahan non avrebbe mai potuto compiere una violenza sessuale nei confronti della cameriera dell’hotel?

N.K.: Non penso che gli sia passato per la mente di violentarla, anche perché nella sua posizione e con le sue potenzialità economiche avrebbe potuto pagarsi una escort di un certo livello e anche perché non mi risulta che abbia mai avuto compulsioni di questo tipo.

C.L.: Attualmente in che rapporti sei con lui?

N.K.: Non l’ho più visto dal 2004, è stato un incontro casuale anche perché quando si è presentato non sapevo nemmeno chi fosse e non immaginavo che fosse un personaggio così in vista. Io l’ho apprezzato solo sotto l’aspetto prettamente umano e ritengo che sia una persona davvero a posto. Personalmente, fra l’altro, tutta questa pubblicità per il fatto che difendo Strauss-Kahn potrebbe anche nuocere alla mia carriera e alle varie evoluzioni e trasformazioni che questa potrà avere.

C.L.: Puoi dirci, al di là dell’aspetto sessuale, che tipo di persona è Strauss-Khan?

N.K.: L’impressione che ho avuto è quella di una persona molto intelligente e quando ci siamo visti abbiamo parlato di centrali nucleari e lui mi spiegava perché le centrali nucleari possono essere una soluzione di indipendenza energetica per l’Italia. Strauss-Kahn in quell’occasione mi fece i complimenti a parte per la mia bellezza, anche per la mia intelligenza. Io lo ritengo affascinante, prestante un uomo davvero molto in gamba che può avere qualunque tipo di donna senza doverla violentare.

C.L.: Se ti venisse chiesto, deporresti in tribunale a suo favore? E quali sarebbero le tue tesi a sua difesa?

N.K. – Certo che testimonierei e le mie tesi di difesa sarebbero basate sulla poca conoscenza che ho di lui ma ottima come impressione umana e anche perché da come l’ho conosciuto io non credo affatto che sia mai stato colpevole di una violenza sessuale. Poi comunque, a mio avviso, nella sessualità il termine violenza è abbastanza personale in base alle preferenze delle persone di volta in volta.

C.L.: Qualcuno asserisce che questo exploit da parte tua è soltanto un’abile mossa pubblicitaria intorno al tuo personaggio, cosa rispondi a questo?

N.K.: Nessuna pubblicità e in questo periodo in particolare che mi propongo come ex porno star, non mi è affatto di aiuto una simile propaganda. Per ciò che sto preparando in termini di produzioni questo tipo di pubblicità potrebbe nuocermi. Infatti ora sto lavorando a dei format per la televisione che nulla hanno a che fare con il mondo del porno.

C.L.: Qualcun altro invece invoca la tesi complottista dei soliti fantomatici ‘servizi segreti’ che ti avrebbero pagato per difenderlo. Cosa c’è di vero in merito?

N.K.: Non è assolutamente vero… non sono stata mai pagata né contattata da nessuno per difenderlo. La mia difesa nei suoi confronti dipende solo per una emapatia umana che provo per una persona che ritengo degna di ogni rispetto.

C.L.: Secondo te, perché la cameriera del Sofitel di New York gli avrebbe rivolto un’accusa così infamante?

N.K.: Si sa, la popolarità porta anche soldi, dipende da come lei se la saprà ‘giocare’ e secondo me potrebbe esserci un fine economico anche perché è evidente che questa donna non stia ben messa con i soldi e la capirei se lo avesse fatto per il denaro anche se non l’approvo affatto.

C.L.: Credi che possa esserci un complotto a suo discapito? E se sì, architettato da chi?

N.K.: Il primo pensiero mi va proprio sulla questione del complotto politico anche perché lui sarebbe potuto diventare il nuovo presidente francese. Tutto è possibile purtroppo, anche in politica.

C.L.: Cosa vorresti dire a chi lo accusa di violenza sessuale?

N.K.: Che assolutamente non voglio fare l’avvocato di nessuno, umanamente parlando mi sono messa nei panni suoi e di sua moglie ed è una tragedia sapere di correre il rischio di fare 70 anni di carcere e se fossi nella moglie, pur di evitargli una ingiusta condanna accetterai che mio marito sia un pubblico libertino con vizi e virtù proprio come chiunque altro.

Ogni uomo è innocente fino a prova contraria, spesso il delirio della notizia ha generato mostri anche laddove non ce n’era nessuna ragione. Dominique Strauss-Khan è sottoposto ad un processo mediatico e diffamante prima ancora di quello giudiziario. Troppo spesso i media “usano” le notizie solo per fare scalpore.

Fonte: MondoRaro

Diego Dalla Palma a colloquio con Marius Creati

Diego Dalla Palma, icona importante del made in Italy, è una figura artistica tra le più conosciute e stimate nel mondo. Scrittore e noto esperto di immagine, nato a Enego nel 1950, inizia il suo ampio percorso artistico a Venezia, dove plasma doti e affinità culturali, per spostarsi successivamente a Milano, dove collabora, nel ruolo di costumista e scenografo, con la Rai e altri teatri rinomati. Personaggio carismatico, dotato di notevole intensità e professionalità scrupolosa, ha saputo ben conciliare i vari aspetti della consulenza mediatica nel mondo dello spettacolo, della moda e del management, rivelandosi un prestigioso image maker. Il suo lavoro testimonia il fascino della bellezza e dell’estetica per eccellenza, rimarcando i suoi ampi concetti di stile e di seduzione. In seguito intraprende un nuovo percorso culturale legato esclusivamente al mondo della scrittura, esperienza che lo porta inizialmente a pubblicare libri proprio sulla stessa bellezza infusa intorno a se, per poi sfociare in una visione più introspettiva dell’esperienza editoriale ritraendo spunti interessanti sul sentimento e sull’emozione intessendo in tal modo un nuovo sembiante intorno a se molto più intimista. Nell’editoria è rimarchevole il suo ultimo libro “A Nudo”, una nuova testimonianza dei suoi recenti percorsi votati all’interiorità e all’introspezione mediante il quale, attraverso spunti di riflessione legati all’esperienza diretta, rievoca racconti di momenti particolari e fasi cruciali della sua vita, sovente segnati da vicende toccanti e drammatiche che, attraverso il dolore, alimentano una spinta progressiva verso l’emersione del propria identità. Fedele ai suoi modelli di espressione è divenuto uno dei volti più rimarchevoli della televisione italiana, presente in svariate trasmissioni televisive in qualità di conduttore, altresì ospite di molti programmi noti, e testimonial di successo per prodotti di largo consumo e pubblicazioni legate all’orientamento del costume e del valore estetico del bello. Le foto riportate nell’articolo sono una realizzazione del fotografo Marco Marré Brunenghi.

Intervista a cura di Marius Creati

M.C.: Come è nato il desiderio di scrivere? C’é un meccanismo interiore che improvvisamente si é messo in movimento?

Diego Dalla Palma: Anzitutto, Marius, lasciami dire che tu hai il dono di formulare domande che racchiudono già una sorta di risposta. Diciamo che “senti” la risposta che il tuo interlocutore ti darà. Mi è sempre piaciuto scrivere. Ho iniziato a scrivere libri, legati alla sfera più tecnica del mio lavoro, in concomitanza con i miei esordi nel campo decorativo  poiché allora sentivo l’esigenza creare una situazione nuova ancora inesistente in Italia . Ho curato e tuttora curo delle rubriche su riviste settimanali e mensili. Gli argomenti erano esclusivamente tecnici, poiché il mio campo d’azione era volutamente indirizzato verso il make up. Da un po’ di tempo a questa parte ho sentito l’esigenza di diversificare la mia professione, apportando nuovi contenuti, e di raccontare la realtà come la sento, come l’ho sentita e l’ho vissuta.

M.C.: Da osannato cultore del fascino a brillante scrittore… come si é evoluta la tua professione nel corso di questi ultimi anni? Nel complesso in te qualcosa é cambiato?

Diego Dalla Palma: Sì, hai colto nel segno. Dopo anni e anni trascorsi a occuparmi esclusivamente di bellezza e quindi di qualcosa di assolutamente leggero, ho sentito l’esigenza di prendere in considerazione la bellezza interiore poiché mi sono reso conto che il mio percorso di vita poteva indirizzarmi verso nuovi percorsi.

M.C.: Il tuo nuovo libro “A Nudo” racchiude esperienze di una cornice realistica vissuta prima del successo, ma  il concepirlo nasce da un’esigenza pressoché inestirpabile?

Diego Dalla Palma: Proprio perché, come giustamente osservi l’esperienza che racconto nel libro è reale, ovviamente la genesi parte proprio da lì, dall’adolescenza, dalla gioventù e quindi dal prima del successo.

M.C.: In esso sei slanciato verso una crudezza leale, una sincerità viscerale… ma tracciarne una superficie ti ha permesso di esternare qualcosa di più penetrante?

Diego Dalla Palma: Mi ha consentito di capire e di imparare che il dolore può anche essere un motore che aiuta a rialzarti. Ci si può infangare nella vita, ci si può sfracellare, ma c’è modo di trovare strade diverse.

M.C.: C’é un tema particolarmente toccante che hai ritenuto opportuno descrivere tra le sue pagine?

Diego Dalla Palma: Ce ne sono diversi ma ognuno, a seconda della sua sensibilità, può cogliere e ritenere più toccante un capitolo piuttosto che un altro. 

M.C.: Quattro libri importanti sinonimo di quattro grandi successi, l’ultimo editato pochi mesi fa… Esiste un possibile comune denominatore tra loro che, in un certo senso, li equipara e li congiunge?

Diego Dalla Palma: Sì tutti e quattro appartengono a questo mio percorso i cui temi fondamentali sono: l’amore, la morte, il dolore, il perdono. Mi sono abituato ad ascoltare le mie emozioni e questo mi dà grande consapevolezza sulla vita e sulle persone che incontro. Più passa il tempo, più mi accorgo di essere sensitivo.

M.C.: Quattro temi divulgati in quattro differenti pubblicazioni in rappresentanza di diverse esternazioni della tua interiorità. Esiste un messaggio univoco inveterato che germoglia in te?

Diego Dalla Palma: Se vogliamo si possono intendere come un messaggio d’amore dedicato a mio padre e a mia madre.

M.C.: L’amore trionfa sempre dinnanzi alle avversità della vita?

Diego Dalla Palma: La ragione o, meglio, l’amore ragionato trionfa sempre sulle avversità della vita.

M.C.: Dolore e sconfitta intesi come preamboli di un conflitto esistenziale, ma come la débâcle di una vita si trasforma in trionfo? E’ davvero possibile?

Diego Dalla Palma: Direi di sì e la prova è questo libro. Ho avuto una vita molto dolorosa ma sono grato a Dio per tutto ciò che mi ha dato.

M.C.: E’ stato così facile raccontarsi, mettersi a nudo senza incorrere nella reticenza profusa dal peso della notorietà?

Diego Dalla Palma: Sono stato assolutamente me stesso e ho raccontato esclusivamente Diego.