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Jessica Chastain, sindrome della staccionata bianca

March 9, 2018 Leave a comment

Jessica Chastain

Pensate a un sistema che abbia come scopo quello di catalogare le ustioni causate dal fascino femminile: ecco, la protagonista di ‘Molly’s Game’ è fuori scala.

Le ustioni possono essere di varia entità secondo l’intensità della temperatura, la durata del contatto e lo stato fisico della sostanza ustionante: solida, liquida, gassosa, Jessica Chastain.

Posto, infatti, un sistema di riferimento che abbia come scopo quello di catalogare le ustioni causate da una sovraesposizione al fascino femminile, quello esercitato dalle donne dai capelli rossi merita una menzione particolare. Esistono diverse unità di misura che regolano l’intensità di questo tipo di scottature, e in relazione alla gravità vengono distinte in tre gruppi:

ustioni Amy Adams, provocano dolore bruciante ma sopportabile, talora si resta avviluppati in una spirale di suggestioni: grossi orecchini dorati, pellicce, piccoli seni nervosi acquattati sotto camicie dis eta, tailleur neri, pellicce. Guariscono spontaneamente e rapidamente senza lasciare cicatrici;

ustioni Julianne Moore, interessano lo strato superficiale della retina con un parziale coinvolgimento del cuore, stordimento da efelidi, guarigione lenta;

ustioni Christina Hendricks, distruzione delle terminazioni nervose, incontenibile impulso alla fornicazione in ambiente lavorativo. Gemiti tra gli schedari, scrivani e come alcove, moquette, carte da parati, palpiti fatti a bistecche, spinte pelviche, vigore, manette. La guarigione richiede tempi lunghi e lascia cicatrici permanenti.

Come si colloca Jessica Chastain, esile filo di rame di Sacramento (California), in questo campionario di ustioni? Per cogliere a pieno la peculiarità della sua bellezza dobbiamo parlare della sindrome della staccionata bianca, una sindrome rarissima che affligge alcune donne dai capelli rossi e che fa riferimento al fascino irrequieto che celano dietro all’aspetto docile, vago, remissivo. La sindrome prende il nome dalla torbida sequenza iniziale del capolavoro di David Linch, Blue Velvet: la placida e rassicurante vita di quartiere della provincia americana, con le aiuole curate, le rose rosse che si stagliano sulla staccionata bianca, il cielo terso, l’orecchio mozzato nell’erba appena tagliata. È la follia sotto al coperchio, il preludio alla carneficina, la brezza prima dell’uragano.

Se Jessica Chastain è oggi una delle attrici più richieste di Hollywood, se Vogue España la definisce La mujer que el cine necesita, è perché tutte le storie hanno bisogno della staccionata bianca, ovvero di qualcuno dall’aspetto innocuo e rassicurante che possa, come fa un corriere della droga con gli ovuli di cocaina in pancia, portare oltre confine grossi quantitativi di erotismo, passione, sensualità sfrenata. Finita l’era delle maggiorate e delle protesi, la seduzione serpeggia nei dettagli, necessita di doppia lettura, adotta gli stilemi delle serie tv e viene somministrata a piccole dosi, in gustosissime monoporzioni. Le scapole di Keira Knightley, il neo di Eva Mendez, il prolabio di Rosario Dawson. “La carica del caffè, l’energia del cioccolato!”

Jessica è portatrice sana di tanti raffinatissimi dettagli che la rendono candida, letale e tagliente come un foglio di carta. Il verde ottanio degli occhi che si staglia su una pelle del colore della neve e di tutte le tonalità dell’alba, zigomi come dune desertiche, bocca grande per dare asilo politico a denti dritti e bianchissimi, labbra in perenne fioritura, naso dritto dalla deliziosa e improvvisa punta. E poi i capelli, un agrumeto da pettinare.

Nel duemiladieci Al Pacino porta sullo schermo Wilde Salomé, una storia di lussuria, avidità, vendetta, follia, perversione, desiderio. Nel ruolo di Salomé, Jessica è sensazionale. La scena della danza della Principessa (e qui arriviamo al punto, all’ustione grave) è la radiografia di un tumulto, una sommossa ormonale, l’anticamera di uno strano formicolio al braccio. Immersa in una luce purpurea, Jessica danza, si dimena, si contorce fino a perdere il drappo rosso che l’avvolge e resta a petto nudo davanti alle pupille sgranate di Erode. Costole in evidenza, seni pieni e scorbutici, capezzoli issati come bandiere della rivoluzione. Sbigottimento, secchezza delle fauci. Chi l’avrebbe mai detto? La ragazza è diventata donna, all’improvviso, davanti ai nostri occhi.

Jessica Chastain è la cristallizzazione di una pubescenza senza fine, sempre sul punto di sbocciare, sempre sul punto di svanire.

Non è un caso che registi particolarmente affezionati al tempo (Terrence Malick e Christopher Nolan) abbiano scelto Lei per dilatarlo, comprimerlo, evocarne lo spirito. La mamma di Tree of Life è la mamma come resta per sempre nella nostra memoria: giovane, medicamentosa, emolliente, eterea. Murph di Interstellar, prima bambina, poi adulta, occhi grandi e languore quadrimensionale.

Verranno altri film, altri ruoli, Jessica mozzerà altri fiati, e continuerà ad ardere, senza bruciarsi mai, perché è questo il destino di una fiamma. La staccionata che divide Paradiso e Inferno è sempre bianca.

Dio ha appeso un cartello. Il cartello dice: Non toccare, la vertigine è ancora fresca.

Fonte: Rolling Stone

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Britney Spears… non sarei qui se non fosse per Madonna

March 9, 2018 Leave a comment

mad brit

Non sarei qui, a fare quello che faccio, se non fosse per Madonna. Avevo otto volevo solo essere lei.

Scusate, ma preferirei incontrare Madonna piuttosto che il presidente degli Stati Uniti. Madonna ha qualcosa che non riesco a spiegare – quella cosa che ti rende una star. È impossibile non notarla quando entra in una stanza. È incredibilmente a suo agio, non ha paura di vivere la sua vita al massimo, di dire quello che le sembra giusto a prescindere da cosa pensano tutti gli altri. C’è qualcosa di infantile in Madonna; è bellissimo, sconvolgente.

Madonna è la prima popstar donna ad essere riuscita a controllare tutti gli aspetti della sua carriera, a prendersi la responsabilità di creare l’immagine che la rappresenta, non importa quanto fosse massiccio il fuoco della contraerea. Ha dimostrato di saper fare molte cose diverse – musica, cinema e, ovviamente, la mamma. Le sue canzoni sono diventate iconiche: Holiday, Live to Tell, musica senza tempo, non hit usa e getta. Ascoltarle ti fa sentire a casa. Madonna fa incantesimi: Sto arrivando! essere malinconica, spirituale, profonda, ed è comunque così facile identificarsi nelle sue parole. È una diva che fa ciò che vuole, una persona adorabile.

La prima volta che l’ho incontrata è stato in occasione di uno dei suoi concerti del 2001. Ho preso un aereo e sono andata da lei: nel camerino c’era solo sua figlia Lola, ed ero davvero nervosa. Ho detto: Posso abbracciarti?» che idiota! Lei, per fortuna, è stata molto gentile.

Non sarei qui, a fare quello che faccio, se non fosse per Madonna. Avevo otto o nove anni, correvo in cerchio nel mio salotto e ballavo e volevo solo essere lei. Tutte le mie amiche la ascoltano ogni giorno, ci ha ipnotizzate.

La sua presenza sul palco ha ispirato tutti. Guardate la nuova generazione di artisti, tutti hanno preso qualcosa dal suo repertorio, tutti sono influenzati dal suo stile.

Madonna ha fatto così tanto e per così tanto tempo… ma quella stronza é ancora bella! Non è facile per nessuno stare tutti quegli anni al centro dello sguardo pubblico, ma lei è riuscita a guardarsi dentro e scrivere la musica che sentiva davvero.

Madonna è piena di luce, ed è impossibile non riconoscere quanto sia più luminosa di quella degli altri. Ha difeso quello in cui credeva e ha fatto ciò che le sembrava più giusto. La sua arte è questo, essere solo se stessa.

Fonte: Rolling Stone

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