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Archive for September 7, 2012

Lancia, protagonisti Francesco Scianna e Helena Mattsson protagonisti nel corto di Gabriele Muccino

September 7, 2012 Leave a comment

Lancia ha presentato in occasione della 69esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia – di cui  è main sponsor per il settimo anno consecutivo – il corto girato da Gabriele Muccino “She was here”. Il film, girato in bianco e nero e ambientato in una Roma da Dolce Vita, ha per protagonisti Francesco Scianna ed Helena Mattsson. Il cortometraggio d’autore narra le vicende amorose del giornalista Roberto, interpretato da Scianna, e del suo primo grande amore: la diva americana Hilary Harris, interpretata dalla Mattson. Sullo sfondo la bellezza senza tempo di Roma, un set magico e suggestivo dove Gabriele Muccino ha messo in scena la poesia e la leggerezza di una storia d’amore tipicamente italiana.La star americana e fiamma indimenticata del protagonista arriva a Roma per la prima del suo ultimo film. Dopo un incontro fugace i due si promettono di rincontrarsi l’indomani per iniziare la loro vita insieme, ma Roberto infrangerà questa promessa. Lo ritroviamo solo sul lungomare di Ostia a pensare a ciò che ha appena perso, ma forse non per sempre.

Fonte: VM-Mag

69°Festival del Cinema di Venezia, red carpet quasi rosso

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Due nomi. Kasia Smutniak, splendida in un abito della collezione Armani Privè così rosso che la maledizione del rosso Valentino procurerà attacchi di daltonismo a campione in tutta la Laguna e Pierfrancesco Favino, che come sta bene lui con uno smoking di Armani addosso  solo il pane con la nutella o la pizza bianca con la mortadella.  Per il resto, il red carpet inaugurale della 69a Mostra del Cinema di Venezia è come se avesse fatto un passaggio nel mio bucato e ne fosse irrimediabilmente uscito fuori due toni di colore sotto. Kate Hudson e Naomi Watts sono state le bellissime star internazionali della prima serata.  Fortunatamente hanno scommesso tutto sull’ eleganza e la sobrietà. D’altronde farlo sui colori dei loro vestiti, beige chiaro per la Watts e un indefinto color carne per la Hudson, sarebbe stato ai limiti del gioco d’azzardo. Avrei potuto infierire su di loro per almeno un altro paio di righe, ma poi e’ arrivato il giornalista Alessandro Sallusti con lo smoking e il colletto della camicia alzato, in stile “sono in barca vela e indosso una polo Ralph Lauren” e, dopo di lui, tutto il resto e’… glamour. Anche Laetitia Casta, che ha indossato un provocante abito nero totalmente in pizzo dalle trasparenze accentuate e dalla linea a sirena. Per gli addetti ai lavori, era in nude look. Per tutti gli altri, in mutande e reggiseno. Ma passiamo alle italiane. Considerato che i vestiti indossati daValeria Marini negli ultimi vent’anni si distinguono solo per numero di strass, non resta che inchinarsi alla creatività di Alberta Ferretti, che ha portato sul red carpet di Venezia due abiti completamente diversi tra di loro, ma ugualmente capaci di attirare l’attenzione. Bianco con piume, seta e trasparenze il romantico abito indossato da Fiammetta Cicogna, sdrammatizzato da una extension di coda di cavallo opportuna come un brufolo il giorno del primo appuntamento. Rosso, senza spalline e decisamente più audace l’abito scelto invece daViolante Placido. Se solo lo spacco profondo fosse stato inversamente proporzionale al plateau della scarpa, l’eleganza ne avrebbe guadagnato e piu’ di un fotografo non avrebbe rischiato lo strabismo per scoprire la presenza di qualche tatuaggio. (Valeria Carola)

Fonte: VM-Mag

Renato Curzi a colloquio con Viviana Musumeci

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Le dolci colline marchigiane hanno dato vita a molte aziende specializzate nelle calzature che hanno fatto scuola e che tutt’oggi, anche con la crisi, continuano a produrre e vendere grazie al carattere forte e determinato dei marchigiani e agli imprenditori che solitamente sono poco attenti ai fronzoli, e molto concentrati sui loro prodotti. Linea Marche, è il calzaturificio fondato nel 1972 a Piticchio di Arcevia in provincia di Ancona, che ha dato vita ai tre marchi Vic Matié, Vic e O.X.S. Oggi le collezioni di questi brand sono distribuite nel mondo attraverso gli showroom di Milano, Roma, Parigi Dusseldorf, New York e Shanghai, ma i punti vendita altamente qualificati dove i prodotti di Linea Marche sono venduti, sono distribuiti tra Italia, Europa, Russia, Medio ed Estremo Oriente, USA, Canada e Cina.

Viviana Musumeci ha intervistato il fondatore e attuale presidente Renato Curzi

V.M.: Siamo nella seconda metà dell’anno. E’ già possibile fare un bilancio sull’andamento del 2012?

R.C.: E’ dal 2007 che non cambiamo rotta, anche se a un certo punto abbiamo pensato di operare un riposizionamento e per questo abbiamo, se mi è consentito il termine, “ripulito” i nostri retailers. Il 2012 lo chiuderemo, all’incirca, con gli stessi risultati conseguiti nel 2011. Non cresceremo, ma perlomeno, abbiamo terminato la pulizia riportando la barra stazionaria sul nostro cammino di qualità. Il fatturato ammonterà sui 34 milioni di euro. Premesso che per me, oggi, il mercato Italiano lo inserisco alla voce mercato Europeo, posso dire che siamo partiti alla conquista di Russia, Cina, Corea del Sud, area indonesiana, Medio Oriente. Da circa due anni poi, abbiamo iniziato a internazionalizzare anche negli Stati Uniti. Grazie a questo processo, con il calo di vendite che ha caratterizzato il mercato italiano, abbiamo recuperato quote su e grazie ad altri mercati.

V.M.: Quali sono le strategie che adotterete per i vostri tre marchi (Vic Matié, Vic, OXS)?

R.C.: La comunicazione è importante, ma la collezione lo è di più. La pagina della collezione si presenta bianca in ogni stagione. E’ una pagina bianca che deve essere riempita bene. La comunicazione è fondamentale e si muove attraverso due canali: i magazine nazionali e internazionali e il web.

V.M.: Come si rispecchia sul vostro operato il clima di incertezza che stiamo respirando ultimamente?

R.C.: Io credo nel design, nella qualità, nei prodotti italiani. I nuovi ricchi cinesi o russi vogliono il cibo italiano, il marchio italiano, le borse italiane. Gli accessoristi devono fare cose belle, ma con prezzi più veri. Per noi questa è la vera chance. Finché si parla di Europa si arriva dappertutto, abbiamo una cultura simile, gli Usa sono gia un mercato lontano. La Cina è un’opportunità ma non è ne leggera ne facile. Là non ci si va da soli. Anche là ci sono le persone giuste e bisogna trovarle. In Cina abbiamo tre monomarca O.X.S e vogliamo farne altri 10 entro il 2013, Più altri 50 shop in shop. Sempre in Cina, entro la fine dell’anno chiuderemo una o due partnership. Siamo anche concentrati sull’est europa perché rappresenta il 15% del fatturato. Comunque vorrei dirle una cosa: quella che stiamo vivendo non è una crisi, ma un cambiamento. Per il made in italy non ci sono altre chance: design, qualità, emozioni. Alla fine saranno quelli che si relazionano con verità. Lavoro in questa nicchia da quarant’anni. Se non me lo potrò permettere mi ridimensionerò.

V.M.: La sua è un’azienda familiare, visto che anche sua moglie e le sue figlie vi lavorano. Cosa vorrebbe che facessero le sue figlie? Le ha  cresciute a “pane e suole”?

R.C.: Io credo che per un’azienda delle nostre dimensioni la famiglia sia un valore enorme. L’anima dell’azienda è legata. Ho due figlie, una è art director l’altra ha appena terminato gli studi. Mia moglie si occupa di pr. Io, le mie figlie, in realtà, non le ho volute portare in azienda, sono loro che sono venute. Non volevo rovinarle. L’età media oggi è di 34 anni e mi dà energia positiva. I miei occhi vedono per il mio vissuto, gli occhi delle mie figlie vedono in maniera diversa. Dobbiamo cambiare pensare che gli atteggiamenti sono cambiati. La seconda delle due mie figlie, forse realizzerà una linea di abbigliamento. Vedremo.

Christopher Bailey, possibili nozze in vista per il direttore creativo di Burberry

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Impegnato più che mai per la sfilata p/e 2013 che avrà a luogo prossimamente a Londra, il direttore creativo di Burberry Christopher Bailey, in realtà, in questo periodo ha anche altro a cui pensare: i preparativi per il suo matrimonio. Lo stilista, secondo il Daily Mail, dovrebbe convolare a nozze con il suo compagno, lo scrittore e attore Simon Woods. I due stanno insieme, ormai, dal 2009. Woods, tra l’altro, prima di conoscere Bailey, ha avuto una storia con l’attrice Rosamund Pike. Al matrimonio che si celebrerà entro il mese di settembre in totale riserbo e tutela della privacy, sarà comunque celebrato davanti ai familiari dei due sposi.

Fonte: VM-Mag