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Intervista esclusiva ad Antonio D’Amico, compagno di Gianni Versace

Per iniziare questa avventura ho voluto chiedere un’intervista ad Antonio D’Amico; del quale non sapevo molto. Un giorno navigando tra le aste di beneficienza di Ebay trovai delle splendide camice di Gianni Versace e nell’inserzione lessi che erano state donate da Antonio D’Amico, compagno di vita per 15 anni del grande stilista.
Mandai d’istinto, senza riflettere troppo, morso dalla curiosità, un’email al venditore dell’asta, sperando fosse proprio Antonio D’Amico. Volevo complimentarmi con lui per il grande gesto di altruismo e di solidarietà. Mi contattò il venditore spiegandomi che avrebbe inoltrato la mia email al diretto interessato.
Dopo circa 10 giorni, Rody Mirri, agente di Antonio, mi chiamò chiedendomi a che ora fossi stato libero per ricevere proprio una chiamata da parte di Antonio oppure se preferivo contattarlo direttamente al suo numero.
Erano le 19.00, composi il numero, ed ecco dall’altra parte della cornetta Antonio. Con lui ho parlato per circa un’ora come se fossimo amici di lunga data.  Mi raccontò della sua vita e del suo coming Out. Rimasi sorpreso… Il giorno dopo andai immediatamente a comprare in libreria il suo libro “It’s Your Song” (Vannini Editrice). In una sola notte lessi le 241 pagine che raccontavano la vita dell’uomo che avevo da poco conosciuto al telefono… Quell’uomo che aveva avuto la forza di raccontare, al suo amico ed agente Rody Mirri autore del libro, non solo i suoi quindici anni con Gianni, ma anche tutto il suo percorso di vita. Un libro pieno zeppo di ricordi e di progetti per il futuro… Una storia d’amore ed una vita vissuta ed “indossata”, giorno per giorno senza rimpianti.

INTERVISTA A CURA DI FEDERICO STORTI

Ho deciso di non parlare, di non far sentire la mia voce perché tu puoi ascoltarmi anche se resto in silenzio” è con questa  tua citazione dal tuo libro “It’t Your Song” che voglio cominciare l’intervista e porgerti la prima domanda :

F.S.: Dopo 12 anni dalla scomparsa del tuo compagno nei momenti di riflessione della tua giornata gli rivolgi ancora i tuoi “silenzi” ed i tuoi “pensieri?

Antonio D’Amico  Non passa giorno che in un momento della mia giornata i miei pensieri non vadano a Gianni, come potrei altrimenti…anche dopo tutti questi anni, lo sento vicino e ho bisogno di sapere che lui è con me.

F.S.: “Che cazzo me ne frega dell’eredità e dei loro soldi, Gianni non c’e’ più …”. Hai rinunciato all’uso di tutte le case di proprietà di Gianni e oggi non percepisci nemmeno più la rendita mensile: “Qualcuno” ti ha mai ringraziato? “Qualcuno” ti ha mai abbracciato, dimostrando di aver compreso il tuo ultimo gesto d’amore?

Antonio D’Amico  No….non c’è mai stato nessuno ..ma come pretenderlo..con il comportamento che hanno sempre avuto nei miei confronti?

F.S.: “La forza di un uomo sta nel suo passato”, con questa frase nel tuo libro introduci il capitolo dove si racconta della tua famiglia. Quanto ed in che modo una famiglia può aiutare un figlio o una figlia omosessuale nel suo percorso di vita? Quanto i tuoi genitori ti hanno aiutato e sostenuto?

Antonio D’Amico Sapere di avere la tua famiglia vicina aiuta di sicuro, ma credo  che la forza maggiore sia in noi stessi, siamo noi che dobbiamo  essere consapevoli di chi siamo e di conseguenza  rapportarci con il mondo che ci circonda. Da parte mia, ho sempre contato per prima cosa su me stesso, ho riconosciuto la mia indole da sempre, e l’ho vissuta nella normalità di tutti i giorni senza mai pormi il problema…

F.S.: Leggiamo ogni giorno sui giornali storie di omofobia… leggiamo di ragazzi aggrediti “colpevoli” solo di amare una persona dello stesso sesso e ripensando alle parole di Gianni “Non bisogna vivere come dobbiamo ma vivere come vogliamo” ti chiedo è giusto fare Coming Out e quindi rivelarsi ad un mondo così “razzistamente sporco”?

Antonio D’Amico  Il problema nasce alle volte da un’ignoranza molto radicata in alcuni individui, ma non credo sia così sempre. Sono consapevole che alle volte non è facile, ma credo fermamente che dobbiamo essere noi stessi sempre… e quindi non aver paura di dichiararsi… ma come in tutte le cose, dobbiamo anche saperci comportare. In modo che gli altri possano accertarci  per come siamo..

F.S.: Cosa ne pensi delle manifestazioni come il Gay Pride, dove il mondo gay viene rappresentato in pailette e lustrini? Pensi che possano essere d’aiuto alla comunità gay o sarebbe meglio un’altra forma di protesta per dimostrare chi siamo?

Antonio D’Amico Il gay pride può essere una forma di protesta o di rappresentazione del mondo omosessuale, ma non ho mai partecipato, per un semplice motivo… io non voglio rinchiudermi in uno stereotipo di vita, io vivo tutti i giorni  nella società che tutti viviamo e non mi sento diverso da gli altri, quindi se devo far valere le mie ragioni ne discuto fino alla morte  ma in maniera aperta  con la forza dei miei dirittti di cittadino e non ho bisogno di mettere lustrini… ma di saper far valere i miei diritti con le parole. Si ha bisogno di più politica seria e di persone che sappiano e abbiamo più potere in seno alla politica italiana… è quello che ci manca veramente

F.S.: Credi che in un paese come il nostro, riusciremo mai ad avere delle leggi che tutelino il rapporto tra due persone dello stesso sesso? Una coppia omosessuale otterrà mai in questo paese gli stessi diritti delle coppie eterosessuali?

Antonio D’Amico  Come dicevo prima bisognerebbe che tutti e dico veramente tutti  gli omosessuali si unissero in un unico credo, forte. Siamo tanti ed insieme a noi ci sono anche i simpatizzanti, più le persone conviventi eterosessuali, quindi è possibile istituire un partito nostro  dove con le persone giuste scelte con i contro coglioni, si metta in crisi un qualsiasi governo sia esso di destra o di sinistra. Perchè senza il nostro voto  voglio proprio vedere dove vanno… ricordiamoci che siamo più di cinque milioni di gay dichiarati… più quelli che non lo hanno ancora fatto. Dobbiamo creare la nostra forza vera…i gay pride non servono  a darci riconoscimento dei nostri diritti….mettetevelo in testa….

F.S.: Hai vissuto per molti anni della tua vita immerso in un mondo che molti sognano… Basta guardare un po di tv per vedere come molte persone senza talento provino a fare di tutto pur di diventare famosi, pur di apparire ed in un certo senso essere riconosciuti come “vip”… Apparire o Essere? Cosa pensi di questa “giostra” televisiva nella quale se non appari non sei nessuno?

Antonio D’Amico  Sinceramente, trovo la nostra televione in molti casi squallida… basti pensare ad un tipo come Corona e abbiamo detto tutto… Ogni individuo è  una persona speciale, ma non per questo deve andare in televisione… non sono lì i valori. Si sono persi molto di vista gli obiettivi veri della nostra vita…

F.S.: Quest’ anno hai festeggiato i tuoi 50 anni, che valore dai al tempo ma soprattutto cosa pensi di poter “pretendere” dal tuo futuro ?

Antonio D’Amico  vero sono oramai entrato nel club dei cinquantenni, ma io non ho mai dato importanza agli anni…sappi che non festeggio mai, per me è un giorno come un altro, quindi  vivo da molti anni con l’idea di prendere da ogni giorno quello che mi capita, come un regalo…alle volte molto sgradevole, ma spesso piacevolissimo..insomma sono molto fatalista…

F.S.: C’è qualche consiglio o suggerimento che vuoi darci?

Antonio D’Amico  Non saprei, una cosa però te la chiedo  perché usare sempre dei termini così sminuitivi come queer gay..ecc..noi siamo persone come tutti gli altri. Usiamo la parola omosessuale… è più classica… meno offensiva. Per quanto riguarda invece il sito… mi fa piacere che ci sia… e spero riusciate a portare avanti in modo divertente ma anche molto serio le problematiche che ci colpiscono ogni giorno. Non perdete mai di vista gli obiettivi. Quindi, un grosso in bocca al lupo ciao a tutti AntonioD.

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